Come usare il curry in cucina

Il curry è una miscela di spezie di origine indiana, è molto utilizzato nella cucina asiatica, ma ultimamente sta diventando un ingrediente molto usato anche sulle tavole occidentali. Tutti conoscono il curry come la spezia colorata nei toni del giallo e del rosso e, infatti, i suoi particolari pigmenti donano ai piatti che lo contengono non solo un aroma inconfondibile, ma anche un bellissimo aspetto vivace. Ecco allora qualche curiosità su questa spezia orientale e alcuni consigli per cucinare con il curry e per incorporarlo nelle preparazioni più semplici.

Come usare il curry in cucina

Il curry è un mix di spezie orientali, è di origine asiatica, indiana per l’esattezza, e viene utilizzato per aggiungere sapore, e colore ai piatti. Per molto tempo è stato usato per lo più nella cucina mediorientale, ma da qualche tempo, anche grazie alla diffusione dei ristoranti etnici, è diventata una spezia impiegata per diverse preparazioni anche in Occidente.

La parola curry deriva dalla lingua indiana, dove cari significa proprio “salsa”. Con il tempo, e complice anche qualche incomprensione linguistica, questa parola è entrata a far parte del lessico anglosassone per indicare questa spezia.

In Italia il tipo più conosciuto di curry è quello giallo, anche se di questa spezia esistono diverse varianti, riconoscibili grazie a una scala di colori caldi che vanno dal rosso all’arancione. Il curry, infatti, arriva anche dalla Thailandia, dall’Indonesia e dalla Malesia e ognuno di questi paesi vanta la sua varietà di curry.

Se siete al supermercato e volete acquistare il curry, sappiate quindi che anche se la varietà gialla è quella che certamente troverete con più facilità, esistono tanti tipi di curry, che potrete invece trovare all’interno di negozi alimentari etnici o in supermercati forniti di prodotti internazionali.

Le varietà più conosciute di curry sono:

  • Curry giallo: ha un colore giallo senape e contiene coriandolo, curcuma, peperoncino, semi senape, aglio, cumino, pepe nero, noce moscata, sale e finocchio.
  • Curry rosso: la sua particolarità risiede nel fatto che le spezie usate per la preparazione, peperoncino, coriandolo, semi di finocchio, pepe nero, curcuma e cannella, vengono tostate prima di essere macinate. Questo rende il curry rosso molto piccante e dal sapore deciso.
  • Curry verde: è composto da coriandolo, pepe, foglie dalla pianta del curry, pepe, alloro, curcuma, zenzero e cardamomo.
  • Curry di Java: ha un colore che oscilla tra il giallo e l’arancione ed è composto da curcuma, coriandolo, limone, zenzero, pepe, peperoncino e alloro.

L’ingrediente che accomuna tutti questi tipi di curry è la curcuma, nota per le sue proprietà coloranti che rendono il colore del curry deciso e riconoscibile. Il curry è un mix di spezie differenti e, come abbiamo visto, ogni tipologia di curry contiene ingredienti diversi. Per questo motivo, ogni varietà, in cucina, è più indicata, o meno, per alcune preparazioni, che spaziano dalle verdure, al riso, dalle verdure alla carne.

Vediamo allora nel dettaglio come utilizzare il curry in cucina e come abbinare le diverse tipologie esistenti al tipo di preparazione:

 

  • Curry giallo: è quello più comunemente venduto e utilizzato soprattutto per preparare piatti salati. Ha un gusto molto aromatico, speziato ma non piccante ed è perfetto da abbinare alla carne o alla pasta.
  • Curry rosso: è perfetto per condire e insaporire la carne e può anche essere usato, se abbinato al latte o allo yogurt, per preparare una buona salsa.
  • Curry verde: il suo gusto fresco lo rende particolarmente indicato per condire l’insalata e la verdura in generale.
  • Curry di Java: è l’unico tipo di curry che si può essere aggiunto anche a freddo ed è indicato per condire le verdure, le carni bianche, il pesce e i crostacei.


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