Come preparare il latte di soia a casa

Conosciuto per essere uno dei latti vegetali più costosi in commercio, il latte di soia rappresenta oggi una valida alternativa al latte vaccino. Ma da che cosa è composto? Si può preparare a casa? Contrariamente a quanti molti pensano sì, il latte di soia può essere preparato a casa, con tutti i diversi vantaggi che l’autoproduzione casalinga comporta.

come preparare il latte di soia

Chi preferisce un’alternativa vegetale al latte vaccino lo sa bene: il latte di soia che si acquista sui banchi del supermercato ha un costo piuttosto elevato. Ma non si tratta solo di questo; ad eccezione dei prodotti biologici il latte di soia contiene conservanti e altri additivi che non lo rendono di certo un buon prodotto naturale.

Una soluzione, però, esiste: preparare il latte di soia a casa, con il classico metodo dell’auto-produzione. Un metodo semplice e certamente più economico attraverso il quale i cultori di questa bevanda possono prepararla a casa con tutti i vantaggi che ne conseguono.

Il latte di soia, tra tutti i latti vegetali, è quello a maggior contenuto proteico; contiene 3 grammi di proteine ogni 100 millilitri. In sostanza, le quantità di proteine che contiene il latte di soia sono le stesse contenuto nel latte vaccino, con la sola differenza che nel latte vaccino le proteine sono animali mentre nel latte di soia si tratta di proteine vegetali. Il latte di soia, inoltre, contiene vitamina E tanti acidi grassi benefici che fanno bene all’organismo.

Il latte di soia è una bevanda perfetta per chi è intollerante al lattosio, dal momento che non ne contiene, oppure non riesce a bere il latte senza spiacevoli effetti collaterali. Questa bevanda è inoltre povera di grassi e di calorie e, in compenso, è molto ricca di amminoacidi essenziali.

Dentro il latte di soia è praticamente assente il colesterolo e, in più, grazie ad alcune sostanze chiamate isoflavoni, questa bevanda è in grado abbassare i livelli del colesterolo cattivo che si accumula nel sangue. A renderla una bevanda salutare è infine il ridotto contenuto di zuccheri all’interno della soia, considerata anche un buon alleato per favorire la diuresi e l’eliminazione delle scorie dal corpo.

Vediamo allora quali sono gli ingredienti che occorrono per preparare il latte di soia e qual è il procedimento da seguire per l’autoproduzione casalinga. Vi serviranno:

  • 2 litri di acqua per la procedura di ammollo
  • 1 litro d’acqua per la cottura
  • 100 grammi di soia gialla secca
  • zucchero di canna o altri generi di dolcificanti
  • imbuto
  • colino
  • frullatore a immersione

La soia secca deve essere tenuta in ammollo per almeno 24 ore, quindi è consigliabile iniziare la preparazione almeno un giorno prima. Durante questo procedimento la soia rilascia tutte le impurità in modo da essere pronta per l’utilizzo; per questo motivo durante l’ammollo è consigliabile cambiare l’acqua almeno una volta, dopo circa 12 ore di ammollo. E quando sostituite l’acqua, ricordatevi di non gettarla via: quest’acqua è ottima per annaffiare le piante.

Trascorso il periodo necessario per l’ammollo, cominciate a fare bollire 1 litro d’acqua in una pentola sufficientemente capiente e, quando l’acqua sarà giunta a ebollizione, versate la soia all’interno. Lasciate cuocere per circa 15 minuti e poi, muniti di frullatore impostato al minimo, cominciate a frullare il composto per alcuni minuti.

Mentre il composto si intiepidisce, preparatevi per il processo di filtraggio. Prendete un bicchiere alto e posizionate sulla sua sommità il colino. A questo punto cominciate a filtrare; durante l’operazione sarà normale riscontrare la presenza di polpa di soia. Schiacciatela con un cucchiaio contro le maglie del colino e lasciate filtrare nuovamente, riponendo da parte la polpa rimasta. Gli avanzi della polpa sono conosciuti con il nome di “okara”, un alimento che contiene una dose elevata di proteine che in genere viene utilizzato per preparare polpette, crocchette o torte salate.

Una volta ottenuto il vostro latte di soia, potete scegliere se lasciarlo al naturale, oppure dolcificarlo con dello zucchero di canna, dello zucchero tradizionale o con un dolcificante. Con il latte di soia naturale si possono preparare formaggi vegani, come tofu e ricotta di soia, oppure salse per condimenti come besciamella o panna vegetale.

Gli impieghi del latte di soia sono diversi, ma quello che conta è la conservazione. Il latte di soia va conservato all’interno di una bottiglia di vetro e in frigorifero, per una durata di circa tre giorni. Il tempo di conservazione non è molto e per questo motivo è consigliabile produrre in piccole quantità, poco alla volta e man mano che viene consumato, per evitare che vada a male.

A seconda dei gusti, potete aromatizzare il latte di soia con del cacao in polvere, con della cannella o con una stecca di vaniglia; basta inserire il condimento direttamente nel latte, per lasciarlo riposare, prima di procedere con l’operazione di imbottigliamento.

Le controindicazioni della soia

Del latte di soia, e in generale di tutti gli alimenti che contengono la soia, si parla sempre bene, anche se negli ultimi tempi si sono sollevate alcune polemiche che vedrebbero la soia come un alimento ricco di ormoni di tipo vegetale, come i fitoestrogeni, che andrebbero a intaccare l’equilibrio della tiroide. Il parere degli esperti, per il momento, è contrastante e c’è chi sposa questa tesi e chi la contrasta.

Chi la contrasta ci fa sapere che sarebbe meglio evitare di consumare la soia tutti i giorni, mentre chi ne sottolinea i benefici sostiene che un consumo con cadenza di 2-3 volte alla settimana non comporta alcun rischio. Come per tutte le cose, il modo migliore di agire sarebbe quello di avere una dieta sana e variabile e di introdurre la soia con moderazione, magari alternando ad altre bevande di origine vegetale, come il latte di riso o il latte di mandorla.

In ogni caso, qualora insorgessero dubbi è sempre bene consultare il proprio medico di famiglia e di non affidarsi mai a metodi e diete fai da te. E se volete saperne di più e confrontarvi direttamente con il parere degli esperti, potete sempre chiedere uno o più consulti presso un medico nutrizionista.



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