Pasta commerciale

Guida alla conoscenza e all'acquisto della pasta, con tante informazioni e molti consigli utili per scoprire la storia, le origini, le tecniche di lavorazione, le varietà, le curiosità, i suggerimenti per la scelta e il modo migliore per gustare la pasta, squisito alimento, gioia della tavola e del palato.
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Vi invitiamo quindi a leggere questa guida dedicata alla pasta, augurandoci che sia di vostro gradimento e possa esservi utile. Vi saremo grati se vorrete segnalarci eventuali imprecisioni o inesattezze rilevate.

Il mondo intero ce la invidia, ma nessuno la ama più degli italiani: è la pasta!

La storia della pasta

Sembra proprio che la pasta sia sempre esistita. Esisteva 3000 anni fa, quando - come confermano anche i successivi rilievi in stucco delle tombe etrusche del IV secolo - nelle case erano presenti spianatoia e mattarello per la preparazione di formati rudimentali di pasta cotta in acqua.

Esisteva attorno al 100 a.C. sotto forma di làgana, strisce sottili di farina e acqua impastate, che viene considerata a tutti gli effetti un'antenata della moderna lasagna. Ed esisteva nell'antica Grecia con la macària, un impasto di orzo e brodo che sembrerebbe addirittura il progenitore dei maccheroni, comparsi per la prima volta negli scritti del notaio Ugolino Scarpa datati 1279.

I natali dei maccheroni sono peraltro ancora oggi motivo di disputa, soprattutto tra i napoletani che ne rivendicano invano la paternità e a cui si riconosce comunque il merito di aver 'adottato' questo tipo di pasta e di averlo interpretato dando vita ad una vera e propria tradizione popolaresca.

Quel che è certo è che in Italia la pasta era nota prima del ritorno di Marco Polo e che a partire dal Cinquecento il consumo si è esteso in tutto il mondo, dalla Francia di Caterina de'Medici all'America degli emigranti italiani che viaggiavano su navi con le stive cariche di maccheroni.

Le prime ricette per la pasta

Il primo libro di cucina mai stampato, il "De onesta voluptate ac valetudine" del 1475 contiene le ricette per la preparazione dei maccheroni, che all'epoca non erano affatto un cibo popolare, bensì una prelibatezza riservata agli ambienti di corte, ai soli palati aristocratici.

Si deve attendere quasi un secolo (Il volume "Opera" di Bartolomeo Scappi, 1570) perché si distingua tra diversi tipi di pasta quali tagliatelli, maccaroni e gnocchi, conditi tra l'altro con ingredienti dolci come il miele, lo zucchero e la cannella in alternativa ai più classici cacio e burro.

I condimenti salati arrivano solo nell'Ottocento e da quel momento l'abbinamento pasta-pomodoro diventerà un classico della cucina italiana, prima ancora che in ogni regione si sviluppi una tradizione locale legata ad un particolare tipo di pasta e di condimento: in ogni caso, gli spaghetti al pomodoro rimangono il biglietto da visita della cucina italiana nel mondo.

Come nasce la pasta

Sono due i tipi di grano con cui confezionare la pasta, il grano duro e il tenero.
Il grano duro, o semola, ha forma allungata e colore lievemente lucido, cresce al sole del Sud Italia e viene macinato per produrre la pasta secca; il grano tenero ha forma tondeggiante e colore opaco, cresce nel clima umido della Pianura Padana e si usa per la farina, e di conseguenza per la preparazione casalinga della pasta all'uovo.

La differenza tra la pasta secca e la pasta 'di casa' risiede quindi non solo nelle caratteristiche organolettiche ma anche nelle differenti procedure di confezionamento.
In principio c'erano la macina a forma di ruota e le vasche in pietra in cui la semola intrisa di acqua bollente era impastata con i piedi, con il vivo lavoro umano; solo nell'Ottocento il calpestio dell'uomo viene sostituito dall'opera delle impastatrici meccaniche e, nel 1930, dalla pressa continua.

Completa l'opera la macchina per l'essiccazione artificiale, poiché il prodotto impastato e pressato a dovere, necessita di essere essiccato: prima dello strumento industriale, gli spaghetti venivano appesi all'aria aperta su lunghi bastoni di legno, ma questa procedura favoriva inevitabilmente i pastifici collocati in zone propizia dal punto di vista climatico.

Le moderne celle di essiccazione prevedono invece che gli spaghetti entrino morbidi e ondeggianti, ed escano secchi e drittissimi, pronti per essere ridimensionati dai taglierini e di seguito confezionati e imballati.

Il processo di macinazione è fondamentale non solo per il confezionamento, ma anche per la salvaguardia delle componenti fondamentali come il germe del grano, che ne rappresenta l'organo riproduttivo e quindi l'essenza stessa. Il germe contiene importanti sostanze proteiche, per cui è opportuno che la sua presenza nella semola non sia compromessa da una lavorazione inadeguata, come accade per il grano tenero, che per necessità viene frantumato per sfregamento, chicco dopo chicco, con buona pace del germe che è eliminato con la crusca.

La macinazione del grano duro avviene invece attraverso cilindri rotanti che, con un colpo secco e diretto al chicco, consentono la separazione del germe e il suo reinserimento nella semola dopo opportuna lavorazione ad hoc.

Inoltre, la struttura del chicco non è uniforme, il nucleo è meno ricco di vitamine e sali minerali, che abbondano invece nella parte periferica, dove scarseggiano i glucidi che abbondano al centro. Di conseguenza, dato che le semole provengono appunto dalla zona centrale del chicco, sembrerebbero meno nutritive di altri tipi di pasta, ad esempio quella integrale che viene prodotta anche con la crusca; ma in questo caso, il maggior numero di proteine è compensato dalla presenza di fibra grezza che l'organismo ha difficoltà ad assorbire e tende ad eliminare insieme alle proteine che contiene. Le poche contenute nella pasta di semola, invece, rimangono ben attaccate all'organismo.

La pasta ingrassa?

Premesso che due cibi con lo stesso numero di calorie vengono assimilati in modo diverso dall'organismo, in virtù della quantità di proteine, carboidrati e grassi che contengono, è bene spezzare una lancia in favore della pasta, bistrattata da dietologi e agognata da chiunque abbia dovuto far conto con qualche chilo in più nel corso della vita. Facciamo nomi e cognomi: 100 grammi di spaghetti equivalgono a 350 calorie.

Dove vanno a finire queste calorie? Si depositano per intero su pancia e glutei?
In realtà l'amido contenuto nei carboidrati è una fonte energetica molto utile per l'organismo e le proteine hanno un apporto calorico non elevato: se si considera che un uomo adulto necessita in una giornata di 2800 calorie, di cui 60% carboidrati, 20% lipidi e 10% proteine, da un primo colpo d'occhio la pasta sembra un alimento bilanciato da un punto di vista calorico.

E' necessario piuttosto puntare l'attenzione sull'altro imputato, il condimento, perché probabilmente dall'accostamento fantasioso e indiscriminato di ingredienti di ogni tipo deriva la fama di cibo ingrassante della pasta.

Al formaggio non vanno ascritte grandi responsabilità, nella misura in cui, nonostante la sua natura non dietetica, ha il pregio di contenere un importante aminoacido, la lisina, che rende di conseguenza il classico piatto di pasta una pietanza completa.

L'accento va posto sulla moderazione, nella misura in cui gli eccessi non sono mai produttivi ed eccedere nel consumo può innescare processi legati alla capacità del singolo organismo di assorbire le sostanze contenute nell'alimento. E' auspicabile piuttosto che i soggetti predisposti per natura all'ingrassamento o interessati al controllo del peso, si affidino a personale esperto che li guidi nella scoperta della percentuale di grasso corporeo derivante dall'assunzione di pasta.

Eliminarla completamente dall'alimentazione o ridurla in modo troppo drastico, equivale a privare l'organismo di sostanze comunque funzionali al benessere dell'organismo.
La pasta rappresenta peraltro il punto cardine della dieta mediterranea, il sistema alimentare riconosciuto in tutto il mondo come vademecum per la buona salute, ed uno dei piatti simbolo è la pasta e fagioli (tradizionalmente appannaggio dei contadini e in generale delle classi meno abbienti), in quanto sintesi perfetta di carboidrati e proteine.

Ma si può puntare a qualcosa di più leggero come uno spaghetto condito con olio, pomodoro fresco e verdure per mangiare, e quindi vivere, in modo sano, equilibrato...e non ingrassante.

La cottura della pasta. Al dente o ben cotta?

Tutti sanno mangiarla, ma non tutti sono in grado di cuocerla a puntino. Basta attenersi ad alcune semplici regole.

La pentola
Deve essere grande e rispettare la proporzione di 1 litro d'acqua per 100 grammi di pasta; si può eccedere con l'acqua perché aiuta a mantenere la temperatura, ma mai il contrario.

Il sale
10 grammi per 1 litro d'acqua. Un cucchiaino pieno, per intendersi.

"Butta la pasta"
La pasta lunga deve essere introdotta tutta insieme nella pentola, mentre per la corta occorre un inserimento graduale. Fare attenzione a buttare la pasta dopo aver verificato che l'acqua sia in ebollizione.

Mescolare, controllare, assaggiare
Munirsi di mestolo o maxi forchetta in legno per evitare che spaghetti, maccheroncini o penne non si incollino bensì girino liberamente nell'acqua, effettuare ogni tanto un assaggio. La pasta si definisce 'al dente' quando diventa tenera all'esterno, ma all'interno è ancora dura.

Scolare
La pasta si scola sempre tutta insieme e non si passa mai sotto l'acqua fredda, perché questa pratica, consentita unicamente nel caso delle insalate di pasta estive, blocca il processo di cottura.

I tempi di cottura
Non è possibile fornire indicazioni generali sul tempo necessario per la
cottura, perché dipende dal tipo di pasta, dal suo spessore e dalla tipologia: la pasta fresca, appena lavorata, si cuoce molto più rapidamente della pasta secca industriale, che è stata tagliata e confezionata ore prima del consumo.

La pasta al pomodoro

Nel Cinquecento, quando la pasta era pronta si aggiungeva il miele o la cannella, non trattati ma al naturale, semplicemente 'versati' sopra il maccherone in alternativa al formaggio. Già nel Settecento si sente parlare di pesto presso le famiglie liguri altolocate, ma fino alla metà dell'Ottocento si continuerà a privilegiare il cacio sui maccheroni e nient'altro. La prima ricetta di pasta e pomodoro compare nella seconda edizione del manuale di cucina teorico-pratica del duca Ippolito Cavallcanti, nel 1839.

Si tratta dei 'vermicelli al pomodoro': "Piglia rotoli 4, li tagli in croce, li levi la semenza e quella acquiccia, li fai bollire e quando si sono squagliati li passi al setaccio, e quel sugo lo fai restringere sopra al fuoco. Quando quella salsa si è stretta giusta bollirai 2 rotoli di vermicelli verdi verdi e scolati bene, li metterai in quella salsa, col sale e il pepe, tenendoli al calore del fuoco, così s'asciuttano un poco".

I napoletani hanno imparato bene la lezione e si sono specializzati nella preparazione di quella pasta al sugo che rappresenta il fiore all'occhiello dell'alimentazione italiana a livello mondiale.

Gli altri condimenti per la pasta

Ma non è solo sugo. Le tradizioni rimangono ma sul loro esempio i gusti e le abilità evolvono, anche perché la pasta, nei suoi infiniti formati, si presta effettivamente a qualsiasi tipo di condimento. E' vero che alcune regole di base esistono...ma il libero arbitrio anche.

Ad esempio, la pasta lunga e sottile - vedi spahetti, linguine, tagliatelle - richiede un sugo forte, deciso, che contenga molto olio, per evitare che i fili si incollino l'un l'altro, con un effetto 'matassa' sgradevole da vedere e da mangiare. Si allo spaghetto aglio e olio, no netto ad una crema di verdure a base di panna, che è invece perfetta sulle paste corte: penne, fusilli, maccheroncini ben si prestano, e in realtà li richiedono, a salse dense e cremose.

Ma alla fantasia, alla creatività, alla sperimentazione non c'è limite ed ecco che nel corso degli anni si sono sviluppate filosofie di pensiero culinario tese a proporre una concezione nuova della classica pasta, una concezione legata anche ad esigenze di praticità e di leggerezza. La novelle cousine propone di non preparare il profumato sughetto in un padellino a parte, bensì di optare per il pomodoro crudo macerato nell'olio di oliva, per un risultato più salutare.

I nuovi chef realizzano condimenti in cui le tradizionali barriere tra classi di ingredienti vengono superate in favore di una contaminazione fra generi alimentari contrapposti: ormai nessuno si stupisce nel leggere su un menù di tagliatelle con funghi e calamari, vongole e zucchine, asparagi e gamberetti, né desta stupore che la lasagna contenga verdure o frutti di mare in luogo dell'abituale carne macinata.

L'evoluzione del gusto è inarrestabile, poiché fa perno su un elemento duttile come la pasta.

Le grandi aziende che producono la pasta in commercio

Breve viaggio nel mondo delle aziende che producono la nostra amata pastasciutta, per saperne di più sulla imprenditorialità che ha stimolato l'ampliamento del mercato del prodotto e sull'ampia di tipologia di formati presente nei banchi del supermercato.

Barilla
www.barilla.it
Dove c'è Barilla, c'è casa. Da 130 anni Barilla entra nelle case e, secondo le indicazioni del fondatore Pietro Barilla, fa mangiare al consumatore quel che darebbe ai suoi figli.
Ce n'è per tutti i gusti: pasta lunga e corta per un totale di settanta formati, dai mitici spaghetti n.5 perfetti per ogni occasione a innumerevoli tipi di pasta all'uovo, per il brodo, per il minestrone, per il forno. Ultimi arrivati ma già apprezzati come gli altri 'I piccolini', la versione ridotta dei formati più conosciuti, adatti per tutta la famiglia, ma soprattutto per i bambini.

Buitoni
www.buitoni.it
Nasce nel 1827 l'azienda dello "star bene a tavola". Una gamma di prodotti e ricette di ogni tipo: pasta di semola, pasta all'uovo, pasta ripiena, pasta integrale, paste per minestrine. La tradizione in prima linea, grazie alla Cucina di Casa Buitoni che associa ad ogni formato il suo condimento.

De Cecco
www.dececco.it
Specializzata nella pasta di grano duro. L'attenzione per le materie prime e la lavorazione è il segreto del successo di questa pasta di grano duro dorato al sole, impastata con l'acqua pura della sorgente privata d'acqua di montagna di proprietà di De Cecco, essiccata a bassa temperatura e sottoposta alla procedura dell'assaggio da parte di personale specializzato. Il consenso dell'Assaggiatore rappresenta un momento fondamentale che testimonia la ricerca della perfezione relativamente ai parametri caratterizzanti quali il profumo del grano, il colore giallo chiaro, la consistenza elastica, il sapore privo di note amare. Tutto il resto...è pasta.

Voiello
www.voiello.it
Dal 1839 nell'azienda napoletana Voiello "un piatto di pasta è un rito". I prodotti si dividono in classici e speciali, per soddisfare ogni genere di palato, dal semplice al raffinato. Linguine, gnocchetti sardi, mezze maniche, mezze maniche rigate, fusilli, ziti: non manca nessuno all'appello e non mancano neanche le indicazioni sul modo di cucinarle alla luce delle più classiche ricette della tradizione napoletana.

Giovanni Rana
www.rana.it
Da una idea di Giovanni Rana, l'azienda leader nel settore della pasta fresca nata nel 1971. La pasta ripiena si declina in tante forme quante ne propone la fantasia di cuochi e proprietari, dagli gnocchi ripieni ai tortellini alle pappardelle, in molti gusti diversi. Solo gli gnocchi, per fare un esempio, prevedono all'interno della categoria generica, impasto di patate, alla romana e casareccio. Per completare il piatto, Rana prevede anche una selezione di condimenti creati ad hoc, quali ragù alla bolognese, pesto alla genovese, sugo ai carciofi, ai formaggi, ai funghi di bosco.