Centrifuga o estrattore di succo? Guida alla scelta

In apparenza, sembrano due elettrodomestici identici, sia dal punto di vista del design, sia per il risultato. In realtà, la centrifuga e l’estrattore di succo hanno un funzionamento diverso, che genera dei prodotti diversi. Ecco quali sono le differenze tra i due dispositivi.

Estrattore di succo: le differenze rispetto alla centrifuga

Ciò che distingue maggiormente una centrifuga tradizionale da un estrattore di succo è il funzionamento interno. La prima, infatti, funziona grazie a lame rotanti che girano ad alta velocità, polverizzando la frutta e la verdura introdotte nel dispositivo.

Questi apparecchi si muovono a velocità tali da raggiungere anche migliaia di giri al minuto, surriscaldando il prodotto ottenuto. Gli estrattori, invece, composti anch’essi da lame o solitamente da coclee, per separare il succo dalla polpa, effettuano molti meno giri, fermandosi a 70/120 movimenti al minuto. Come conseguenza principale, un estrattore non surriscalda la bevanda ottenuta e perciò non uccide enzimi, vitamine e altri nutrienti benefici contenuti nei vegetali freschi.

Quindi, in questo modo si ottengono succhi dalle proprietà inalterate, in grado di conservarsi più a lungo. Un altro punto che differenzia i due sistemi riguarda il fatto che una centrifuga produce molti scarti, ovvero polpa, bucce e fibre residue, mentre un estrattore di succo raggiunge una resa maggiore del 20%, riducendo gli sprechi.

Una terza differenza, a vantaggio dell’estrattore, è che questo è in grado di trattare erbe e verdure a foglia, che in una normale centrifuga non possono essere introdotte, in quanto la loro resa sarebbe pari a zero. Come ultimo punto, gli estrattori producono meno schiuma rispetto alle centrifughe e questo dettaglio può essere molto apprezzato da chi non ama le preparazioni schiumose.

Estrattore di succo o centrifuga?

Da questo confronto, appare vincitore l’estrattore di succo, in quanto offre una maggiore resa, riduce gli scarti, non surriscalda la bevanda lasciando inalterate le sostanze nutritive, genera pochissima schiuma in superficie; infine, è in grado di trattare anche erbe e verdura a foglia. Fino a qui, sembrerebbe la scelta migliore, ma al momento, sussiste uno svantaggio non da poco che ne limita il successo commerciale. Si tratta del prezzo, che è nettamente superiore a quello delle centrifughe tradizionali.

Se, infatti, una centrifuga di medio/buona qualità si può trovare anche a meno di 100 euro e si arriva a un massimo di 200 euro per i modelli più evoluti, gli estrattori, per ora, non scendono sotto la soglia dei 250/300 euro. Certamente, l’investimento viene ampiamente ripagato in termini di salute e qualità delle bevande ottenute; inoltre, l’estrattore è di facile utilizzo e si rivela uno strumento piuttosto versatile. Eventualmente, tra i due esiste una terza soluzione decisamente più scomoda, ma anche più economica rispetto all’estrattore elettrico.

Si tratta degli estrattori manuali, molto silenziosi, non elettrici e caratterizzati da un’alta resa. Tuttavia, sono lenti e difficili da usare, in quanto richiedono l’intervento fisico per azionare i movimenti di estrazione del succo. Questi dispositivi offrono la resa dell’estrattore elettrico e il costo delle centrifughe, ma a discapito della comodità di utilizzo.



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