Carne biologica

Le aziende zootecniche biologiche garantiscono la qualità della loro carne biologica e la trasparenza di tutte le fasi dell’intera filiera produttiva: dall’alimentazione degli animali allevati alla qualità dei fabbricati dove essi vivono, dalle cure veterinarie alla possibilità di far pascolare gli animali all’aria aperta, fino alla lavorazione finale della carne.

Carne biologica

Carne biologica: filiera produttiva

La filiera produttiva riguardo alla carne biologica è abbastanza lunga e complessa proprio perché i controlli e le certificazioni partono naturalmente dall’allevamento stesso degli animali. Ogni prodotto, infatti, ha alle sue spalle un lungo iter prima di arrivare sulla tavola del consumatore.

Nel caso della carne bio, gli allevatori devono far crescere e alimentare i propri animali seguendo scrupolosamente la normativa in merito alle aziende zootecniche biologiche.

Anche la successiva macellazione deve avvenire presso macelli certificati appositamente per la produzione e lavorazione di carne biologica. In una fase successiva la carne viene poi lavorata nei cosiddetti laboratori di sezionamento dove si preparano i vari tagli.

La spedizione e consegna è un altro tassello importante della filiera produttiva e i furgoni devono infatti rispettare la catena del freddo. I passaggi di tutta la filiera produttiva sono sottoposti a verifiche e controlli da parte di tecnici ispettori autorizzati dal Ministero.

Filiera corta

Oggi si sta rivalutando sempre più la cosiddetta filiera corta. Ma di cosa si tratta? In pratica si intende un tipo di commercio che riduce al minimo indispensabile i passaggi delle merci tra produttore e consumatore. Spesso la merce viene acquistata dal consumatore proprio direttamente presso l’azienda che l’ha prodotta.

I vantaggi della filiera corta sono:

-minori costi del prodotto;

-maggiore guadagno per il produttore (che non deve sostenere ulteriori costi per la distribuzione della merce);

-qualità del prodotto (che non è sottoposto ad esempio a lunghi tragitti o passaggi prima di arrivare al consumatore);

-trasparenza e opportunità per il consumatore di accertarsi dell’origine del prodotto;

-rispetto dell’ambente (si riducono i trasporti con camion o treno per la distribuzione della merce);

-valorizzazione dei prodotti locali e di conseguenza incremento dell’economia del territorio anche per piccole e medie aziende;

-opportunità di conoscere i metodi di lavorazione e anche la storia dei cibi che ogni giorno si acquistano e si consumano. 

Dove comprare carne biologica

La carne bio ha una minore diffusione di quella, per così dire, tradizionale. Infatti nelle grandi catene dei supermercati o ipermercati o anche in alcuni macelli non sempre si trova. Questo è dovuto al fatto che gli allevamenti per la carne biologica sono meno diffusi e, soprattutto, hanno meno capi di bestiame.

La produzione industriale, infatti, non solo nel caso della carne, ma per tutti i tipi di prodotti, in genere si basa su grandi numeri, quindi un elevato quantitativo di prodotti che ogni giorno vengono confezionati e distribuiti in Italia e all’estero. La produzione biologica si caratterizza invece per un minor quantitativo, una produzione più limitata che punta maggiormente alla qualità e non alla quantità.

Le aziende zootecniche biologiche sono abbastanza piccole, devono avere un spazio esterno adeguato dove far pascolare i propri animali e spesso i loro prodotti sono distribuiti sul territorio. Per chi desidera comunque acquistare carne bio, sicuramente informandosi presso il proprio macellaio di fiducia troverà tutte le indicazioni utili per poterla reperire anche vicino a casa propria. 

Identikit del consumatore

Secondo quanto emerso dalla pubblicazione “Organic Meat Production and Processing” di Steven C. Ricke. Ellen J. Van Loo, Michael G. Johnson. Corliss A. O’Bryan, in tutta l’Europa occidentale il mercato di carne bio costituisce il 13% nel mercato dei vari prodotti agro-alimentari biologici.

In genere chi sceglie di acquistare, per esempio, braciole, fettine o polli bio, rappresenta solo il 2% e si tratta per lo più di consumatrici mamme che acquistano questo tipo di carne per i figli con la motivazione che la carne possa essere più salutare.

Sicuramente, inoltre, episodi di cronaca come il fenomeno “mucca pazza” o i cosiddetti “polli alla diossina” hanno fatto sì che il consumatore si accostasse a questo tipo di carne.

Negli studi pubblicati in “Organic Meat Production and Processing” emergono anche alcune considerazioni sul fatto che ad oggi non esistono però sufficienti ricerche per dimostrare la reale superiorità di tale carne in merito al valore nutrizionale e organolettico, anche se è stato riscontrato che la carne biologica risulterebbe essere meno grassa, quindi con meno calorie rispetto alle carni tradizionali, ed è inoltre stato dimostrato che nella carne bio c’è un basso tenore per quanto riguarda gli acidi grassi saturi e, al contrario, un alto tenore per quanto concerne gli acidi grassi insaturi.

Libri

Steven C. Ricke. Ellen J. Van Loo, Michael G. Johnson. Corliss A. O’Bryan, “Organic Meat Production and Processing” (in inglese).



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