Tisane
Tisane: dolce delizia che aiuta il benessere del corpo e della mente
Con le basse temperature invernali il desiderio di sorseggiare una bevanda calda, magari davanti la tv, aumenta. E allora, cosa prepararsi? Un caffè o una tazza di fumante cioccolato caldo? Nell’indecisione la tisana rappresenta una valida alternativa. Oltre che a soddisfare il palato, la bevanda a base di erbe dà infatti anche una mano all’organismo. Sotto forma di infuso, decotto o macerato, la tisana, ottenuta dalla miscela di due o più erbe, sfrutta le qualità curative delle piante consentendo, nei giusti tempi e dosi di somministrazione consigliati ad personam da un esperto, di alleviare piccoli disturbi.
Uomo e rimedi naturali: qualche cenno storico sulle tisane
L’uomo ha imparato a
servirsi delle piante medicinali osservando i comportamenti degli
animali. Grazie infatti alla capacità di riconoscere foglie, bacche
e germogli capaci di guarire la febbre, depurare l’organismo o
neutralizzare gli effetti di alcuni veleni, gli animali hanno
insegnato molto all’uomo. Tanto che col tempo le civiltà orientali e
occidentali hanno iniziato a servirsi della natura per lenire o
curare alcuni disturbi. Le prime testimonianze di uso di piante
medicinali a scopo curativo risalgono a varie migliaia di anni prima
della nascita di Cristo.
Poi con gli studi compiuti dai monaci, dalle scuole mediche, come
quella Salernitana, dalle farmacie e dalle università si è iniziato
a classificare le erbe e a suddividerle a seconda della loro
efficacia. Secolo d’oro per l’indagine scientifica in campo
erboristico e botanico è stato l’Ottocento. In questo periodo si
scoprono le sostanze curative e i principi attivi contenuti nei
tessuti vegetali capaci di intervenire positivamente nella
salvaguardia della salute umana. Nasce la farmacognosia, la scienza
che studia la validità terapeutica di sostanze contenute in foglie,
fiori, radici o corteccia delle piante. Una volta ingerite, le
pozioni, contenenti i principi attivi di ciascun componente
vegetale, intervengono sul metabolismo umano, svolgendo azione
farmacologica.
Questo perché le piante rappresentano una specie di unità curativa
nella quale i singoli principi attivi costituiscono un insieme
terapeutico chiamato fitocomplesso. Il potere terapeutico delle
piante quindi non sta nella presenza dei principi attivi presi
singolarmente, ma nella composizione del fitocomplesso, ovvero nella
interazione che si crea tra singoli principi attivi, propria di
ciascuna specie. Ragion per cui gli estratti di tessuti vegetali
realizzati in laboratorio, incapaci di riprodurre il fitocomplesso,
sono meno efficaci delle pozioni realizzate con le piante prese
nella loro interezza.
Il fitocomplesso non si può riprodurre artificialmente, quindi, a
volte i preparati già pronti quali tinture madri, realizzate con
erbe e alcool, e macerati di gemme, preparati con alcool e glicerina
vegetale, non sono più efficaci delle preparazioni estemporanee
casalinghe, realizzate con l'acqua, il miglior solvente di alcuni
principi attivi. Da ciò scaturisce che le preparazioni acquose come
i decotti e gli infusi sono da preferirsi alle preparazioni
apparentemente più prestigiose. La semplicità è spesso sinonimo di
efficacia. Il migliore approccio terapeutico è dunque quello che non
disdegna i medicamenti più modesti.
Che cos’è la tisana?
La tisana è una
soluzione diluita di sostanze medicinali di origine vegetale. Un
miscuglio di più piante insomma all’interno del quale troviamo: una
o più erbe principali, a cui vengono attribuite proprietà
terapeutiche (epatiche, depurative, digestive, sedative..), uno o
più adiuvanti, ovvero le piante che integrano e ampliano l’azione
dell’erba principale, ed eventuali complementi e correttori del
gusto.
Mentre erbe principali e adiuvanti sono fattori indispensabili per
la preparazione di una tisana, i complementi o costituens, erbe
capaci di conferire un aspetto gradevole alla tisana, e i correttori
del gusto o corrigens, che migliorano il sapore della bevanda, il
più delle volte amara, hanno solo la funzione di ottimizzare le
proprietà organolettiche della soluzione e per questo non sono
indispensabili.
Gli erboristi, tuttavia, ne consigliano l’impiego laddove i soggetti
abbiano difficoltà a ingerire quelle bevande più sgradevoli al
palato. Ad ogni modo, sia i correttori del gusto che i complementi
contribuiscono a rafforzare l’efficacia della tisana. E’ il caso di
piante come la menta piperita, la liquirizia, l’arancio, l’anice e
la lavanda. Queste piante, oltre ad avere proprietà depurative,
digestive o sedative, sono in grado di rendere biodisponibili,
ovvero immediatamente utilizzabili dall’organismo, i principi attivi
delle erbe medicamentose usate per realizzare le pozioni.
Come si presenta la tisana al momento dell’acquisto in erboristeria...
La tisana comprata in
erboristeria può essere realizzata con erbe fresche o secche. E
ciascuna delle droghe usate è spezzettata in piccole parti. Il grado
di sminuzzamento è fondamentale perché influisce sull’efficacia
della tisana. Più il taglio delle piante è regolare, più è facile
beneficiare dei principi attivi in esse contenuti. Altro fattore
importante è l’omogeneità delle erbe. Tutte le sostanze devono
essere presenti in egual misura e non possono superare
complessivamente il numero di cinque, pena l’inibizione degli
effetti benefici sprigionati.
Le erbe hanno infatti il potere di interagire e influenzarsi. Motivo
per cui non si possono mescolare più di cinque erbe e non si possono
mettere insieme le parti dure delle piante, come le radici, i semi,
la corteccia o il legno con quelle tenere quali fiori, foglie e
parti erbacee. Ignorare l’equilibrio esistente tra le piante e le
loro componenti vuol dire generare rallentamenti nell’azione del
processo terapeutico desiderato.
…e la tisana al supermercato
Al supermercato la tisana è confezionata in bustine-filtro. Comode sì, ma secondo gli esperti, molto meno efficaci dei preparati venduti in erboristeria. Le bustine filtro contengono erbe meno pregiate delle pozioni di erbe vendute sfuse. Questo perchè le piante, prima di essere confezionate e messe in bustina subiscono diversi processi di frantumazione che comportano la perdita di principi attivi. Il consumatore deve quindi sapere che per gustare semplicemente una buona bevanda può acquistare le bustine filtro, ma se ciò che desidera è aiutare il proprio organismo sfruttando le qualità curative delle piante dovrebbe acquistare fiori e foglie sfusi, confezionati in estemporanea in erboristeria.
Decotto, infuso e macerato: come prepararli
Il termine tisana è
usato genericamente per indicare le tre diverse modalità di
preparazione di una delle bevande più consumate (si parla di
quattrocento miliardi di tazze l’anno) e popolari al mondo. La
tisana si può ottenere per infusione, decozione o macerazione.
L’infuso si realizza versando acqua bollente su una miscela di
fiori, foglie e parti erbacee di una pianta.
Pochi minuti di riposo, rimestando di tanto in tanto, e la bevanda è
pronta. Il decotto, diversamente dall’infuso, viene preparato
portando a ebollizione le parti più dure delle piante, ovvero
corteccia, legno, semi e radici opportunamente tagliate.
Dopo aver messo la miscela in acqua fredda, si porta a ebollizione
il tutto lasciando sobbollire per una manciata di minuti. Prima di
filtrare e bere, anche in questo caso, è consigliabile che la
miscela riposi per qualche minuto. Osservando questa accortezza,
infatti, si ha possibilità di giovare più a fondo dei principi
attivi contenuti nelle piante. Il macerato, infine, si ottiene
mettendo le erbe in acqua fredda, meglio se in un contenitore di
vetro ben tappato, e facendo riposare il tutto per un periodo di
tempo consigliato dall’erborista.
Quali gli errori da evitare nel fare una tisana
Per beneficiare al
meglio dei principi attivi contenuti nelle piante è bene tenere
presente alcuni semplici suggerimenti. Per la preparazione del
macerato mai mettere in posa le piante medicinali in contenitori
metallici. I materiali consigliati per questo tipo di procedimento
sono la porcellana o la ceramica. Entrambe devono essere smaltate e
senza piombo.
Gli infusi e i decotti, invece, conservano tutta la loro efficacia
solo se preparati poco prima di essere consumati. Una regola fissa,
questa, per la stagione estiva che incontra qualche eccezione
durante il periodo invernale. Se durante i mesi più freddi si
prepara una quantità consistente di tisana, magari al mattino, per
poi consumarla nel corso della giornata è bene riporre la bevanda in
un recipiente ben chiuso, riscaldandone di volta in volta solo la
quantità che si è deciso di bere.
L’ideale sarebbe scaldare la tisana a bagnomaria, o se questo non è
possibile, avere almeno l’accortezza di non portare la bevanda a
ebollizione.
Somministrazione delle tisane
Le tisane devono essere assunte con parsimonia, ovvero attraverso dosaggi controllati. Si parla di uno o due cucchiaini di composto da diluire in diversi grammi di acqua, a seconda della pozione da ottenere. I tempi di cura sono più o meno lunghi, a seconda della patologia da guarire. Ad ogni modo, chi sceglie di aiutare il proprio organismo con rimedi naturali deve fare i conti con gli effetti blandi delle cure. Il vantaggio sta nel ridotto numero di effetti collaterali che i medicamenti vegetali hanno rispetto alle medicine tradizionali.
Cinque consigli per un consumo intelligente delle tisane
1) Evitare di
raccogliere autonomamente erbe da usare poi per la preparazione di
tisane. L’operazione della raccolta, apparentemente semplice, deve
infatti rispettare alcuni standard scientifici che attengono ai
luoghi scelti per la selezione delle piante, allo stato di salute
della vegetazione, alla stagione indicata per la raccolta (detta
anche tempo balsamico), al trasporto delle erbe e alle modalità di
essiccazione e conservazione delle stesse. Improvvisarsi esperto di
botanica potrebbe voler dire commettere qualche ingenuità dannosa
per la nostra salute.
2) Da ciò scaturisce la necessità di acquistare le erbe in farmacia
o in erboristeria. Qui ciascuna pianta medicinale è stata
preventivamente analizzata e reca con sé un dettagliato certificato
di provenienza.
3) Una volta arrivata nelle nostre case, la tisana deve essere
conservata in recipienti chiusi, ma non ermetici, e comunque lontano
da fonti di luce e di calore. Ideali sono i luoghi freschi e
asciutti.
4) La conservazione non deve comunque superare i sei-dodici mesi
dalla data di acquisto.
5) Qualunque tipo di prodotto erboristico deve essere tenuto lontano
dai bambini.
Alcune ricette per tisane benefiche
Tisane depurative
ovvero quelle in grado di sottrarre al sangue gli elementi nocivi. I
depurativi vanno usati prima di cominciare qualsiasi cura:
Con un composto preparato in erboristeria, contenente 30 g di
bardana (radice), 35 g di gramigna e 35 g di tarassaco, si può
realizzare un decotto facendo bollire per 60 minuti un cucchiaio di
miscela in 700 g di acqua. La tisana filtrata, dovrà essere bevuta,
in quantità di una tazzina, per tre volte al giorno: al mattino a
digiuno, verso le diciotto e alla sera, mezz’ora prima di coricarsi.
E’ consigliabile sorseggiare la tisana ancora tiepida a piccoli
sorsi. Il decotto può essere arricchito, a piacere, con succo di
limone.
Con un composto preparato in erboristeria, contenente 20 g di
betulla (foglie), 10 g di basilico, 10 g di prugnolo (fiori), 15 g
di ortica (folgie), 10 g di fumaria, 10 g di menta piperita
(foglie), 15 g di sena (foglie), 10 g di paritaria (pianta intera),
si può realizzare un infuso mettendo in infusione per 20 minuti un
cucchiaino di miscela in 400 g di acqua bollente, quindi filtrare.
E’ consigliabile bere una tazza al mattino a digiuno e una verso le
diciotto.
Tisane digestive
ossia quelle capaci di favorire la digestione. Le tisane digestive
agiscono direttamente sullo stomaco e sull’intestino:
Con un composto preparato in erboristeria, contenente 15 g di
arancio amaro, 15 g di basilico, 15 g di basilico, 15 g di melissa,
25 g di pesco, 30 g di trifoglio, si può realizzare un infuso
mettendo in infusione per 20 minuti un cucchiaino di miscela in 200
g di acqua bollente, quindi filtrare. E’ consigliabile bere una
tazzina dopo i pasti.
Con l’erba di San Pietro si può realizzare un decotto facendo
bollire per cinque minuti 10 g di erba in 200 g di acqua. Il decotto
filtrato va bevuto in quantità di una tazza, dopo i pasti
principali. E’ consigliabile sorseggiarlo tiepido e con aggiunta di
una fettina di limone.
Tisane sedative
ovvero quelle che agiscono sul sistema nervoso. Le pozioni sedative
aiutano la concentrazione, migliorano il rendimento e distendono i
soggetti nervosi:
Con un composto preparato in erboristeria, contenente 60 g di
camomilla (fiori), 25 g di valeriana (radice in polvere), 15 g di
genziana (radice in polvere), si può realizzare un infuso mettendo
in infusione per 20 minuti un cucchiaino di miscela in 200 g di
acqua bollente, quindi filtrare. E’ consigliabile berne una tazza al
mattino a digiuno e una verso le diciotto. La tisana può essere
condita con una fettina di limone e un cucchiaino di miele.
Con i petali di papavero si può realizzare un decotto facendo
bollire per sei minuti 3 g di prodotto in 300 g di acqua. Il decotto
filtrato va bevuto in quantità di uno o più cucchiai, a seconda
delle esigenze, nel corso della giornata.
Tisane lassative
ossia quelle che stimolano la peristalsi intestinale e favoriscono
l’evacuazione senza provocare diarrea o dolori addominali.
Con un composto preparato in erboristeria, contenente 40 g di
liquirizia, 20 g di rabarbaro, 10 g di aloe, 10 g di anice, si può
realizzare un macerato mettendo in acqua fredda per 30 minuti un
cucchiaino di miscela in 150 g di acqua, poi filtrare. Il macerato
va bevuto in quantità di una tazza al mattino a digiuno.
Con la corteccia di betulla si può realizzare un decotto facendo
bollire per otto minuti 15 g di prodotto in 300 g di acqua. Il
decotto filtrato ve bevuto a cucchiai al mattino, a digiuno.
Con un composto preparato in erboristeria, contenente 30 g di
sambuco (fiori), 20 g di vilucchio (foglie), 25 g di viola mammola
(fiori), 25 g di rosa (petali), si può realizzare un infuso mettendo
in infusione per 30 minuti un cucchiaio di miscela in 300 g di acqua
bollente, quindi filtrare. E’ consigliabile bere la tisana in due
porzioni, metà al mattino a digiuno e metà alla sera, mezz’ora prima
di coricarsi.
Quando le spezie usate in cucina diventano tisane
Anche i semplici
(termine che un tempo indicava le piante da cui venivano ricavati
decotti e tisane curative) coltivati sul balcone o nell’orto
possiedono buone proprietà terapeutiche e possono essere usate per
la preparazione di infusi, decotti e macerati.
Tra le piante consigliate per la preparazione di pozioni vi sono:
il basilico che è antisettico, digestivo, antispasmodico, sedativo,
dà sollievo all’emicrania e aiuta a calmare i sensi di vertigine
la menta che è digestiva e rinfrescante, battericida, digestiva e
combatte l’alito cattivo
il timo che è antisettico intestinale, polmonare e urinario,
combatte la fatica fisica e le affezioni dovute a raffreddamento,
allevia i brividi e i dolori articolari
l’ulivo che è ipotensivo e ipoglicemizzante
il rosmarino che è ipertensivo, rivitalizzante cellulare,
cicatrizzante e antinfettivo, aiuta a prevenire le rughe e il
raffreddore, lenisce l’asma, i reumatismi e i dolori muscolari
il finocchio che facilita la digestione, combatte il gonfiore
addominale e i disturbi del transito intestinale
la salvia che stimola e regola l’attività della vescicola biliare e
favorisce la longevità.
Tisane: efficace rimedio naturale che però non sostituisce le terapie mediche tradizionali
Attenzione però a non
considerare questi rimedi come panacee. Perché i prodotti
erboristici se è vero che possono supportare le medicine
tradizionali nella cura di alcune malattie, non devono sostituirsi
ad esse. E allora va bene aiutare la peristalsi (motilità)
intestinale con un infuso di semi di finocchio, o alleviare i
disturbi influenzali sfruttando le proprietà antinfiammatorie di un
decotto a base di chiodi di garofano, ma la cura di patologie serie
deve essere sempre affidata ai farmaci tradizionali e al consiglio
di un esperto.
No dunque alle cura fai da te.
Un uso sconsiderato di componenti vegetali può provocare, al
contrario di quanto si possa credere, effetti indesiderati. Molte
erbe sono infatti tossiche. Lo testimoniano le centinaia di studi
clinici condotti negli ultimi anni. Un’assunzione eccessiva di
prodotti erboristici in genere e di tisane, nello specifico, può
provocare disturbi gastrointestinali, iper e ipotensione, nausea,
tachicardia, stipsi, dolori addominali e reazioni allergiche.
Impossibile trascurare inoltre le numerose interazioni che alcune
piante hanno con determinate malattie e con diversi farmaci.
Un fenomeno, tutto sommato, normale, visto che le piante contengono
principi attivi capaci di contrastare o potenziare l’azione dei
farmaci, ma è sempre bene saperlo.
Le piante da evitare in presenza di malattie
Le erbe hanno controindicazioni ben precise per alcuni tipi di malattie, così come accade per i farmaci tradizionali. Ecco qualche esempio:
- A chi ha problemi di diabete è sconsigliata l’assunzione di
liquirizia.
- Per la gastrite e l’ulcera invece sono da evitare la cicoria,
l’assenzio, il tarassaco, la genziana e l’angelica.
- Per l’insufficenza renale è fatto assoluto divieto per erbe come il
sedano, l’asparago e tutti i diuretici.
- Per l’ipertensione arteriosa sono da evitare piante come la
liquirizia, il cardo mariano, l’efedra sinica.
- A chi ha problemi di ipertiroidismo è sconsigliata l’assunzione di
avena, fucus e laminaria.
- Per l’ipotensione sono da evitare erbe come la betulla e tutti i
diuretici.
- Per l’ipotiroidismo sono da evitare erbe come la cardiaca e la
melissa.
- A chi ha malattie del fegato sono sconsigliate la borragine, la
farfara, la liquirizia e l’eucalipto.
- Per le malattie autoimmuni è da evitare l’echinacea.
- Per problemi di coagulazione sono da evitare la china, il melitolo e
l’aglio.
- Per la sindrome premestruale è fatto divieto a erbe come la
liquirizia e la salvia.
- A chi è allergico all’aspirina sono sconsigliate tisane a base di betulla, pioppo e salice.
Le piante da evitare se si prendono farmaci
Alcune erbe possono inoltre interagire con i farmaci tradizionali potenziandone gli effetti o, al contrario, diminuendoli. Ecco le interazioni più frequenti indicate dagli esperti:
- il ginkgo biloba interagendo con l’aspirina
e altri anticoagulanti può provocare emorragia
- la liquirizia interagendo con il cortisone può potenziare l’effetto
dei farmaci, oppure associato ad anticoncezionali orali può
provocare ipertensione e riduzione dei livelli di potassio;
- il ginseng associato all’insulina e agli antidiabetici orali può
provocare problemi di glicemia;
- l’angelica sinensis associata a farmaci anticoagulanti può provocare emorragia.
Link a siti web utili per sapere di più sulle tisane e per comprarle online
Tisane e benessere
http://www.tisanebenessere.com/tisane-diuretiche.php
Il sito offre tante ricette per la preparazione di tisane. Una vasta gamma di proposte per chi deve mantenere un regime dietetico ipocalorico, per chi ha necessità di depurare l’organismo, di rivitalizzare il proprio corpo o aiutarlo a superare piccoli acciacchi. Diverse sono le proposte di pozioni curative per artrite, bronchite, stitichezza, dolori mestruali, ma anche anemia, ansia e afte.
Natsabe: erboristeria professionale
http://www.natsabe.it/ecomm/lista.asp?IDCategoria=49&IDSottoCategoria=592&Categoria=Tisane composte
Il più grande negozio italiano di erboristeria on line, che oltre a offrire informazioni su più di 120 erbe officinali usate per la realizzazione di bevande e prodotti erboristici, si occupa della vendita di tisane filtro, tisane sfuse e tisane specifiche per il trattamento di alcune patologie. All’interno del sito è possibile inoltre prendere contatti diretti e gratuiti con erboristi esperti per chiedere consigli sull’assunzione e la preparazione di tisane.
Aboca
http://www.aboca.it/erbesalute/tisane.asp
Il sito appartiene all’azienda Aboca, leader in Italia nel settore del naturale. Aboca si occupa della coltivazione, del confezionamento e della distribuzione dei prodotti erboristici nelle farmacie e nelle erboristerie associate. L’azienda ha sede in Valtiberina Toscana, zona vocata già dal 1200 alla produzione di piante officinali. Il sito oltre a offrire consulenza scientifica a consumatori ed esperti, dà un elenco dettagliato di tutti i punti vendita, dislocati sul territorio nazionale, addetti alla commercializzazione di prodotti Aboca. Nei link prodotti e piante del sito è inoltre possibile consultare le schede tecniche delle più diffuse piante officinali e conoscere i prezzi relativi a ciascun prodotto
Tuttaunaltrastoria: bottega del commercio equo e solidale
http://www.tuttaunaltrastoria.org/
Il sito offre informazioni sui prezzi di tè e infusi, provenienti da tutto il mondo, venduti dalle botteghe equo e solidali. Un modo per acquistare prodotti dando una mano ai paesi in via di sviluppo. Tutto per sostenere, con un sistema equo solidale appunto, la coltivazione di piante medicinali nei paesi del Sud del mondo