Alimenti OGM

Patate, pomodori, fragole, mais, soia, riso, fagioli che nascono nei laboratori ancor prima che negli orti… Si tratta del boom degli alimenti Ogm, ai primi posti nella produzione alimentare di Paesi come gli Stati Uniti, ma che in Italia hanno ancora pochi sostenitori tra produttori, consumatori e associazioni di categoria.

Alimenti ogm

Alimenti Ogm: laboratorio dei sapori

Una volta c’era l’orto, oggi c’è il laboratorio dei sapori… Sembra una favola futuristica, ma invece è la realtà. In Italia, rispetto ad esempio ad altri Paesi dell’Unione Europea, è vietato l’utilizzo di Ogm sia nell’agricoltura, sia nell’allevamento che nei vari processi di trasformazione degli alimenti. Anche se però, e sembra un paradosso, si importano prodotti trattati con Ogm dai Paesi in cui la loro produzione è legale, oppure si usano mangimi per il bestiame la cui soia o il mais l’Italia li acquista, ad esempio, da Brasile o altri Paesi dove sono stati coltivati come organismi geneticamente trasformati.

Ma cosa significa che un alimento è Ogm? Di fatto alcuni ingredienti utilizzati per la preparazione di un alimento vengono creati in laboratorio inserendo geni del Dna di un organismo in quello di un altro. Si tratta di una vera e propria manipolazione genetica compiuta dall’uomo e che non avverrebbe mai in natura in modo spontaneo.

Questo procedimento viene fatto perché la varietà creata geneticamente risulta più resistente e sarà sempre reperibile.

Dna: il nuovo ingrediente

Alla base degli alimenti transgenici un ruolo fondamentale è rivestito dal Dna. Quindi l’uomo, tramite procedimenti di ingegneria genetica, riesce a combinare geni di Dna diversi tra loro.

In che modo? Nel caso di piante come la soia o il mais, viene innestato il gene di un batterio che favorisce una maggiore resistenza della pianta all’attacco di parassiti, al freddo, agli insetticidi e l’organismo che viene creato sarà di proprietà dell’azienda che lo ha inventato.

Una delle varietà di soia più diffusa a livello mondiale, ad esempio, è la cosiddetta Soia Roundup Ready, molto resistente agli erbicidi, che è stata creata dall’azienda statunitense Monsanto, uno dei produttori leader per quanto concerne proprio il mercato degli erbicidi.

Molti gli esperimenti scientifici in corso nei laboratori di tutto il mondo: un caso è rappresentato dalle due mucche Ogm create dalla Inner Mongolia University: una mucca è in grado di produrre latte con basso contenuto di lattosio e un’altra può produrre latte ricco di acidi grassi polinsaturi omega 3.

Quanti sono gli alimenti Ogm?

Se si volesse dare una risposta per quantificare quanti sono oggi gli alimenti Ogm, non ci sarebbe una cifra esatta proprio perché oggi, non è il caso dell’Italia, ci sono Paesi come gli Stati Uniti in cui la soia Ogm è diventata più diffusa di quella prodotta con l’agricoltura tradizionale.

In secondo luogo c’è da considerare anche tutti quelli alimenti Ogm che sono derivati da altri: ovvero se pensiamo alla mucca che mangia il mangime preparato con soia o mais transgenici, sarà di conseguenza facile capire che anche il latte o la carne da essa derivati conterrà Ogm.

Tra i tanti prodotti di uso comune che potrebbero contenere Ogm ad esempio ci sono:

-mais (il mais Ogm è più resistente al parassita Piralide);

-patate (le patate Ogm sono più resistenti nei confronti dell’attacco di virus o della dorifora);

-soia (la soia Ogm è più forte e resistente nei confronti degli erbicida);

-pomodori (i pomodori Ogm reagiscono meglio all’attacco di insetti e parassiti);

-fagioli (i fagioli Ogm hanno rivelato maggiori proprietà insetticide);

-riso (il riso Ogm riesce a sintetizzare precursori di vitamina A).

A favore degli alimenti Ogm

I produttori e le associazioni che sono a favore degli alimenti Ogm sottolineano quelli che sono, secondo loro, i vantaggi come:

-maggiore resistenza delle piante all’attacco di virus e parassiti;

-garanzie in fatto di maggiore raccolto finale;

-minore superficie terriera da destinare a un tipo di coltura, dato che la produzione è maggiormente concentrata e quindi minor uso di acqua e minore sfruttamento del terreno;

-garantire una riserva alimentare anche per il futuro;

-produrre ingredienti Ogm che contengono, in alcuni casi, anche maggiori vitamine e minerali di quelli tradizionali;

-minori costi del prodotto finale in quanto ci sono meno sprechi e una maggiore produzione.

La scelta finale tra alimenti Ogm o alimenti privi di Ogm spetta al consumatore, anche se è indispensabile che per fare la scelta migliore costui sia consapevole e informato e per questo è necessaria una informazione corretta e trasparente.

Libri

-Dario Bressanini, “Ogm. Tra leggende e realtà. Chi ha paura degli organismi geneticamente modificati?”, Zanichelli.

-Smith Jeffrey M., “Ogm. I rischi per la salute”, Arianna Editrice.

-Malagoli Claudio, “Etica dell’alimentazione. Prodotti tipici e biologici, Ogm e nutraceutici, commercio equo e solidale”, Aracne Editrice.



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