Alimentazione biologica

Sempre più diffusi sulle nostre tavole, gli alimenti biologici sono considerati da molte persone più sani e nutrienti rispetto alle loro controparti ottenute da agricoltura e allevamento intensivo. Dove finisce la verità e inizia il mito in merito a queste affermazioni? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

I fondamenti dell’alimentazione biologica

Quando si abbraccia questa scelta di vita si portano in tavola verdure, cereali, frutta e altri prodotti vegetali ottenuti da un’agricoltura che evita il ricorso ai prodotti fitosanitari e ai concimi di sintesi. Parimenti, anche carne e pesce “bio” sono ottenuti nutrendo i capi con mangimi provenienti da agricoltura biologica, e attuando sistemi di allevamento rispettosi del benessere degli animali.

Alimentazione biologica

In linea teorica, dunque, l’alimentazione biologica è una scelta all’insegna del rispetto dell’ambiente e dei suoi abitanti, ma anche della propria salute poiché i prodotti che si consumano sono privi di residui di prodotti chimici e additivi. Attenzione però: per quanto riguarda il contenuto di nutrienti (proteine, vitamine, antiossidanti, minerali…) non esistono differenze statisticamente significative tra cibi bio e non-bio.

Pro dell’alimentazione biologica

Grazie a questi alimenti è possibile diminuire i propri impatti ambientali, grazie a consapevoli scelte di consumo che rispettano la biodiversità e che si oppongono al ricorso agli inquinanti durante le fasi produttive. Inoltre i cibi che rientrano nell’ambito dell’alimentazione biologica sono privi di conservanti, grassi idrogenati o aromi artificiali, e non contemplano nel modo più assoluto l’utilizzo di organismi geneticamente modificati.

È stato dimostrato da numerosi studi scientifici che i cibi biologici che finiscono nei nostri piatti presentano livelli di residui chimici nettamente inferiori rispetto agli alimenti tradizionali. In più, chi si preoccupa del benessere animale potrà trovare nel biologico una risposta ai suoi desideri di un maggior rispetto degli organismi viventi: negli allevamenti, infatti, il bestiame ha la possibilità di muoversi liberamente anche all’aperto, sono vietate pratiche ritenute crudeli (ad esempio l’asportazione delle corna dei bovini) e viene ridotto al minimo l’utilizzo degli antibiotici.

Contro

Uno dei principali aspetti negativi di questa categoria di cibi è il fatto che la produzione è inferiore rispetto a quella che deriva dai campi coltivati con l’ausilio di pesticidi e fertilizzanti chimici, o dagli allevamenti di tipo intensivo. Ciò comporta che siano maggiori le superfici richieste per produrre la stessa quantità di cibo, e in un mondo in cui desertificazione e consumo del suolo crescono a un ritmo inarrestabile non è pensabile che l’alimentazione biologica sia in grado di sfamare tutti.

Altro elemento da valutare con attenzione è il costo di questi prodotti, superiore in genere del 30-40% rispetto agli alimenti tradizionali, che rende il biologico una scelta non sostenibile dal punto di vista economico per molte famiglie.

L’assenza di conservanti rende inoltre i cibi biologici maggiormente deperibili, senza dimenticare il fatto che prestigiosi enti tra cui la Food Standards Agency del Regno Unito, e le sue controparti francese e svedese, hanno dimostrato che gli alimenti bio non sono né più nutrienti, e nemmeno più salutari, rispetto a quelli prodotti mediante pratiche convenzionali.



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