Trattore, nuovo e usato
Che cos'è il trattore
Il trattore è un mezzo,
concepito per il lavoro, dotato di un proprio motore a scoppio (di
solito diesel), e utilizzato per trasportare carichi ingenti o per
muovere dispositivi speciali. Trova largo impiego nel
mondo dell’agricoltura, ma anche nell’edilizia e nel movimento terra
(costruzione d’opere pubbliche, strade, etc.). Ma la destinazione
agricola sarà il tema approfondito in questa guida, con lo scopo di
rendere consapevole il consumatore in genere, e il potenziale
acquirente in particolare, del mondo del trattore e del business che
gli ruota attorno.
Una prima parte sarà dedicata al tema
affascinante della storia del trattore nel mondo agricolo e in
Italia in particolare, giacché la motorizzazione ha veramente
cambiato la storia dell’agricoltura e della vita dell’uomo in questo
mondo. Poi saranno illustrate le parti costitutive di un trattore,
cercando di capirne la loro funzione. Infine, tratteremo i
criteri generali da adottare al momento dell’acquisto di un motore
agricolo, oltre ad indicare alcuni link per approfondire l’argomento
nel web.
Storia del trattore
Tracciare la storia
della nascita e dell’affermazione del trattore nelle nostre
campagne, vuol dire ripercorrere quell’affascinante percorso
dell’agricoltura nel secolo scorso. E significa cogliere un
passaggio cruciale della storia dell’uomo, della sua alimentazione e
del proprio progresso nella storia. Il trattore trova il suo primo
utilizzo in agricoltura fin dalla fine dell’Ottocento. I primi
modelli erano macchine a vapore, con due parti ben distinte: la
prima era la caldaia, dove cioè si produceva vapore acqueo. La
seconda trasformava la forza del vapore in movimento, a sua volta
usato per lavorare la terra o i suoi derivati.
Dal 1910 la seconda svolta: i trattori iniziano a montare motori a
“testa calda”, cioè a combustione interna, sia a benzina sia diesel.
Progressivamente fu il secondo tipo di motore ad avere la meglio (a
partire dagli anni ’60). In Italia fu la Landini la prima azienda a
introdurre la meccanizzazione in agricoltura. Ma ciò che forse
rimane scolpito nell’immaginario collettivo è l’avvento della
trebbiatura con l’ausilio del trattore. Non è insolito, tra l’altro,
anche oggi vedere nelle nostre province pianeggianti, rievocazioni
storiche di questo tipo.
Le parti meccaniche che compongono un trattore
Pur differenziandosi,
anche notevolmente, i trattori in genere conservando alcuni tratti
caratteristici comuni.
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Organi di guida
Le differenze sono enormi, a seconda che si esamini il trattore a ruote o quello a cingoli. Nel primo caso, nella zona comando ci saranno le tre classiche leve o pedali, cioè la frizione, l’acceleratore e il freno. Per i trattori a cingoli invece il discorso cambia. Essendo due cingoli perfettamente uguali che imprimono il movimento al trattore, per svoltare a destra o a sinistra, si agirà sulle frizioni dei singoli cingoli (due leve da azionare con le mani) e su due freni, assolutamente indipendenti tra loro. In base poi agli applicativi ci saranno, oltre al cambio di marcia e immissione di marce ridotte, le leve che regolano la forza motrice roteante; la leva del sollevatore per gli applicativi come fresatrici, aratri o altro.
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Motore
Come già detto, i trattore odierni sono tutti alimentati con diesel per limitare i consumi e aumentare le performance in potenza sviluppata. Il motore, messo di norma nella parte anteriore, ospita tutti i serbatoi con relativi bocchettoni per il rabbocco. Per la manutenzione e la riparazione di questa parte, si rimanda ai prossimi paragrafi.
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Abitacolo
Nei modelli più attrezzati il comfort, in alcuni casi, non è del tutto dissimile da quello offerto dalle automobili. Nei motori a ruote, solitamente impiegati per le grandi colture estensive, la copertura superiore e laterale del posto guida, congiunta ad un isolamento termico e soprattutto acustico, offre confort di guida davvero elevati.
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Segnalatori e dispositivi di sicurezza
Essendo in tutto e per tutto dei mezzi, e dovendo rispettare le stesse regole di guida sulla strada, secondo le disposizioni vigenti devono avere tutti i segnalatori, cioè indicatori di direzione, luci, lampeggiante superiore, clacson e luce per la retromarcia (in alcuni mezzi si aggiunge anche un cicalino). I dispositivi di sicurezza sono estremamente importanti. Nuovi modelli li montano fin dall’ingresso in commercio; per gli altri è previsto un adeguamento a norma di legge. È da ricordare che molti incidenti sul lavoro, specialmente agricolo, sono dovuti alla mancata ottemperanza delle regole di sicurezza e dalle disattenzioni dei conducenti.
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Organi di movimento ed applicativi
Una delle principali caratteristiche dei trattori è l’estrema duttilità d’uso, grazie al vasto numero d’applicativi e predisposizioni. Il più importante è la cosiddetta “presa di forza”, cioè un particolare attacco, generalmente posto nella parte posteriore tra le due ruote, che fornisce un movimento rotatorio a velocità regolabili, il quale a sua volta è in grado di far funzionare diversi applicativi, come fresatrici, pompe, seghe circolari, etc. Il secondo è il sollevatore di pesi, cioè una leva che solleva tutti gli applicativi posteriori e a volta anche anteriori, come l’aratro, la fresatrice. Ambedue le funzioni sono attivate da pompe idrauliche interne al trattore. Si diceva degli applicativi: sono questi, in sostanza, che solcano una netta differenza tra un mezzo di trasporto comune e un trattore, per usi agricoli o altro. Condividendo gli stessi attacchi, sono intercambiabili sul mezzo e permettono all’agricoltore di svolgere mansioni che anticamente erano appannaggio dell’uomo e della sua forza delle braccia. Fresare il terreno, ararlo, ma anche raccogliere le grandi balle di fieno, trasportare il legname, tutte operazioni enormemente facilitate dal progresso tecnologico.
Tipi di trattore esistenti
Come abbiamo già
accennato, esistono diverse applicazioni per i moderni trattori: si
va dall’uso stradale a quello bellico, dall’edile all’agricolo.
Vista la specificità delle altre destinazioni d’uso, quello agricolo
è l’argomento che più interessa al consumatore per un eventuale
acquisto.La prima grande classificazione è, come già detto, tra i
trattori a ruote e quelle a cingoli. Detto dal punto di vista
tecnico le differenze, vediamo quelle funzionali.
Il trattore a ruote è particolarmente adatto negli scenari
agricoli pianeggianti e notevolmente estesi. Se il terreno non è
scosceso, il gommato non mette a rischio il conducente, come ad
esempio nel lavorare un piccolo orto o sistemare il giardino. I
gommati più grandi, con le ruote posteriori motrici più grandi e le
anteriori come direttrici di guida, sono usati dai coltivatori che
devono curare grandi colture estensive. I cingoli non solo
sono consigliati, ma quasi obbligatori se si vogliono lavorare
terreni in forte pendenza, o per entrare meglio tra le fila di
piante basse, come frutteti o olivi.
Il secondo modello di classificazione, in parte già accennato,
riguarda la destinazione d’uso del mezzo. L’agricoltura
raccoglie in sé molte coltivazioni e altrettanti scenari di lavoro,
ognuno dei quali chiede una specificità del mezzo motore, ed anche
dei dispositivi allegati.
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Campo aperto
Cioè le estensioni normalmente dedicate alla produzione di cereali o erba da fieno, date le loro note distese, necessitano di un trattore grande e potente (così che gli si potranno applicare aratri o fresatrici altrettante larghe)
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Allevamento
Per trasportare fieno, biada o gli stessi animali, i trattori dovranno trainare grandi rimorchi o montare bende per il sollevamento dei pesi
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Vigneti, colture interfilari
Qui la snellezza e la praticità di un motore agricolo, tali da poter agiatamente passare tra le file senza creare danni, avrà la meglio sulla potenza.
Il terzo parametro di classificazione è la potenza e la cilindrata del mezzo. Non è difficile cogliere la differenza in termini di utilizzazione. Lo stesso mezzo creato ad hoc per lavorare un piccolo orto o il giardino della propria villetta, non sarà adatto per portare avanti un’azienda di molti ettari di estensione. Le cilindrate e la potenza erogata (i dati più importanti per un motore) variano tra i 1500 centimetri cubici e 35 cavalli di potenza per i piccoli modelli, utilizzati ad esempio nei vigneti; fino ai grandi motori utilizzati a campo aperto, in grado di erogare anche 280 cavalli con un volume del motore di più di 8000 centimetri cubici.
Come prendersi cura adeguatamente del proprio trattore: la manutenzione
Le difficili condizioni
in cui il trattore si trova ad operare richiede attenzioni
particolari nei controlli periodici e nella manutenzione ordinaria.
Vediamo le principali.
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Pulire periodicamente il trattore, possibilmente con l’ausilio di lance idropulitrici a getto d’acqua calda, per togliere le impurità, fango e terra in primis, che si vengono a creare dopo molto lavoro.
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Seguire scrupolosamente i calendari di ispezioni del motore e i cambi dei vari tipi di oli e filtri, esattamente come si dovrebbe fare per le automobili. Il trattore ospita diversi tipi d’oli, di differenti tipi e caratteristiche, quindi attenersi scrupolosamente al manuale d’istruzione in dotazione per la loro sostituzione.
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Controllare la pressione dei pneumatici e la loro usura, nel caso di trattori a ruote.
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Anche l’impianto d’illuminazione va controllato periodicamente assieme ai cicalini acustici, se in dotazione.
Meglio acquistare un trattore nuovo o un trattore usato?
La scelta di acquistare
un trattore usato, piuttosto che uno nuovo di zecca, dipende
principalmente dalla disponibilità economica e dalla volontà
d’investimento. Certo è che una macchina appena uscita dalla
fabbrica avrà maggiori garanzie di funzionalità e tendenzialmente
una probabilità di guasti nei primi anni più bassa.
Tuttavia bisogna notare un gran mercato dei trattori usati,
soprattutto in virtù del frequente ricambio appannaggio di chi
lavora a tempo pieno nell’agricoltura e ha bisogno di motori sempre
nuovi. Oltre che optare per un acquisto da un privato, che però dà
minori tutele (pensiamo ad esempio alla certificazione di garanzia),
esistono molti concessionari che, spesso, confluiscono il loro
mercato quasi esclusivamente all’usato in agricoltura. Dicevamo,
prendere un usato non solo è fattibile, ma talvolta è l’unica
soluzione economicamente sostenibile, se poi l’estensione del
terreno si limita a pochi migliaia di metri quadrati e un uso
ridotto a poche ore l’anno.
Quando si decide di comprare un trattore usato, è preferibile farsi
accompagnare, durante il “pellegrinaggio” da un concessionario
all’altro, da un meccanico o comunque di una persona esperta e
fidata. Dietro un aspetto invitante propinato dal commerciante,
spesso ci celano truffe alle quali difficilmente si potrà rimediare
in seguito. Pretendere, poi, un servizio d’assistenza e di garanzia
da parte del concessionario, che deve essere dato anche se si tratta
di un motore usato.
Link a siti web utili per approfondire la conoscenza e orientare l'acquisto del trattore
Trattoriusati.com
Sito web interamente dedicato alla compravendita dei trattori usati e ai macchinari complementari, offre la possibilità di inserire annunci.
Agriservices
http://www.agriservices.it/normative.html
Sito dedicato al mondo dei trattori e dei suoi accessori, nella sezione “normative” riporta le principali regole per la circolazione stradale dei mezzi agricoli.
Landini
http://www.landini.it/ita/index.htm
Sito di una tra le più grandi aziende produttrici di motori agricoli, espone tutti i modelli attualmente disponibili, raccolti per tipologia di utilizzo (vigneto, Campo aperto, etc.).
Same
http://www.landini.it/ita/index.htm
Altra azienda produttrice di trattori e applicativi. Il confronto tra marche differenti aiuta il cliente a farsi un’idea del prezzo migliore.