Motosega
Cos'è, a cosa serve e come si usa la motosega
La motosega è un attrezzo utilizzato per tagliare legna o tronchi di diversi diametri, e sovente usato anche per i normali lavori di potatura di piante, sia da giardino sia per la produzione estensiva. L’originaria invenzione e il suo diffusissimo uso, dovuto in gran parte alla riduzione del suo volume e peso, hanno portato ingenti miglioramenti e accresciuto l’efficienza lavorativa degli addetti al settore (come boscaioli e potatori).
Storia della motosega
La motosega ha sostituito, negli ultimi decenni, gli arnesi tradizionalmente utilizzati per l’abbattimento di boschi e la diramatura degli alberi, come le seghe a mano e le accette. È nei primi anni dello scorso secolo che per la prima volta fu brevettata una macchina con motore a scoppio, dedicata al taglio di grandi tronchi. Era scarsamente maneggevole e il suo peso richiedeva l’assistenza di due persone. Negli anni ’50 fu Andrea Sthihl (il cui cognome rappresenta tuttora il marchio distintivo di una delle maggiori aziende produttrici) a creare la prima motosega utilizzabile da un solo uomo (la celeberrima Stihl BL). Più tardi fu la stessa azienda a introdurre l’elettrosega, con motore elettrico e particolarmente adatta ai lavori di giardinaggio.
Quali sono le parti che compongono una motosega
Il sostantivo utilizzato
per indicare questo tipo di arnese, composto da due parole (talvolta
si suole utilizzare i termini moto e sega separati tra
loro), ci fa già capire di quante parti è composta:
-
un motore che nella maggioranza dei casi è a scoppio e a due tempi
-
una barra sulla quale scorre la catena di taglio, simile a quelle montate nelle biciclette, ma che sopra alle rondelle rotanti sono montate delle piccole lame affilate
-
un’impugnatura resa tale da garantire la massima sicurezza
-
due serbatoi nettamente distinguibili dalla simbologia e dal colore dei tappi; in uno viene inserito il carburante precedentemente miscelato; nel secondo andrà l’olio che lubrificherà costantemente la lama di taglio durante l’attività
-
infine, un dispositivo di sicurezza, generalmente una placca di plastica posta vicino all’impugnatura superiore della motosega, spingendo la quale si blocca il movimento rotatorio della lama in casi di emergenza.
Il Motore della motosega
Come già accennato, la
forza motrice è garantita da un motore a combustione interna, a due
tempi e alimentato da una miscela di olio e benzina in rapporto del
2-5%. È ASSOLUTAMENTE da evitare l’inserimento di benzina non
miscelata con olio, pena l’immediato, e a volte irreversibile
danneggiamento del motore. A tal proposito, all’operatore che usa
motori che necessitano di miscela e altri di sola benzina, si
consiglia di specificare inequivocabilmente con un pennarello, su
entrambi i recipienti, i diversi utilizzi, per evitare appunto danni
costosi. Le capacità dei serbatoi e i consumi previsti sono
calibrati in maniera tale che, in condizioni di funzionamento
normali, il pieno di miscela termina un po’ prima di quello
dell’olio. Se dovesse accadere il contrario, infatti, per qualche
minuto la catena opererebbe senza lubrificazione, surriscaldandosi
eccessivamente. All’inizio della stagione d’uso, quando cioè si
riprende la motosega dopo mesi di inattività, sarebbe bene
effettuare quegli elementari controlli, necessari a far ripartire
nel minore tempo possibile l’attrezzo. Ecco alcuni brevi consigli:
-
pulire il filtro dell’aria servendosi di un piccolo pennello imbevuto di benzina, per togliere le piccole impurità rimaste al momento della giacenza
-
svitare la candela d’accensione con l’apposita chiave tubolare fornita dal costruttore, accertandosi che non vi siano impurità o depositi oleosi dove si genera la scintilla.
Le Guide bar della motosega
Altrimenti detta barra di guida, è quel supporto metallico, solcato esternamente, che ospita la catena roteante di taglio, in pratica l’elemento fondamentale della motosega. Prima di avviare la motosega, e specialmente dopo un lungo periodo di inutilizzo, è importante verificare che abbia la giusta tensione sulla lama; basta afferrarla con le dita indice e pollice e tirare in direzione opposta al corpo della barra. Se si crea un vuoto consistente, si deve regolare agendo su una vite situata, generalmente, sul punto di congiunzione della barra col motore a scoppio. Leggendo le istruzioni, tuttavia, si può arrivare facilmente a capire quali sono le corrette procedure. La verifica più importante da fare prima di iniziare a tagliare è la corretta affilatura. Per loro natura, le piccole lamelle della catena di taglio dopo un certo numero di ore di lavoro perdono la loro incisività sul legno e devo essere inevitabilmente arrotate. Ma come fare a capire quando è giunto il momento? La prova più pragmatica è quella del “truciolo”, cioè da quell’insieme di piccole scaglie di legno prodotte dal taglio; se è di lunghezza media, vuol dire che il taglio procede in maniera uniforme, la barra “affonda” nel legno e conseguentemente la catena è correttamente affilata; viceversa, se si creano dei trucioli di piccole dimensioni, quasi simile alla polvere, vuol dire che è arrivato il momento di afillarla. Sul come affilare la catena di taglio, sarà dedicato un paragrafo nella parte finale di questa guida.
Le impugnature della motosega
Sono due, una per ogni mano dell’operatore. Quella anteriore, che sostiene in pratica tutto la motosega, è un tubo di ferro curvato ad archetto, che attraversa trasversalmente il corpo del motore; alla base della seconda impugnatura, o posteriore, sono situati tutti i comandi: leva del gas, manopola per l’aria “a freddo”, (da azionare solamente all’avvio del motore a freddo), alla stregua di qualsiasi altro motore per ciclomotori; e infine il pulsante elettrico di START e STOP. Di fatto, è con questa mano che si “comanda” l’intero dispositivo e gli si dà la giusta direzione e intensità di taglio.
I serbatoi della motosega
Contrassegnati, quindi
difficilmente confondibili tra loro, dalla tradizionale simbologia
impressa sui tappi, di fatto contengono il cibo di cui si nutrono le
motoseghe. Di particolare importanza, come già detto in precedenza,
è l’olio per la lubrificazione della catena di taglio. Ma è bene
ricordare anche le sue caratteristiche:
-
l’olio per catene è diverso dagli altri tipi di oli minerali, utilizzati per miscele o per i motori delle auto. Al momento dell’acquisto, recarsi nei negozi specializzati e riferire sempre la marca e il modello della motosega. Congiuntamente, il libretto di istruzioni indica il tipo e le caratteristiche tecniche
-
una semplice prova può chiarirci se la catena è lubrificata correttamente: una volta messa in moto la motosega, far girare a vuoto la catena a circa dieci centimetri da un pezzo di legno liscio e pulito; se l’olio “passa”, cioè se il dispositivo automatico di distribuzione funge correttamente, sulla superficie lignea si depositerà una macchia lineare dell’olio schizzato per la forza centrifuga impressa. Se ciò dovesse non verificarsi, rivolgersi immediatamente a un meccanico specializzato.
Il dispositivo di sicurezza della motosega
È posto in genere vicino all’impugnatura della motosega; in caso di pericolo, o solamente se si vuole momentaneamente bloccare la catena, si spinge in avanti fino a sentire un click.
Come usare in maniera sicura la motosega
Un discorso a parte,
vista la sua importanza cruciale, è quello della sicurezza durante
l’utilizzo della motosega, come di altri attrezzi di simile portata.
L’uso ormai esteso che ne fa, congiuntamente al numero di operatori,
causa ogni anno molti incidenti, la maggior parte dei quali dovuti a
scarsa attenzione, errato utilizzo e mancata ottemperanza delle
principali norme di sicurezza. Molto spesso, specie in condizioni di
lavoro difficili (terreni scoscesi, condizioni atmosferiche
sfavorevoli), si tende ad assumere comportamenti superficiali. In
ogni libretto di istruzioni allegato alla motosega, una parte è
dedicata alla sicurezza e al come evitare incidenti sul lavoro. La
lettura scrupolosa di questi può evitare di per sé molti problemi.
Di seguito verranno elencate alcune tra le più comuni norme di
prevenzione da seguire:
-
quando si trasporta la motosega da un punto all’altro della zona di lavorazione o, ancor più, per spostamenti prolungati che richiedono l’uso di mezzi di trasporto come l’auto, mettere sempre il coprilama in dotazione
-
in caso di pause durante il lavoro di taglio, non lasciare a lungo incustodita la motosega in moto (in questo caso attivare sempre il freno), preferendo lo spegnimento del motore
-
La motosega deve sempre essere impugnata saldamente con la mano destra sull’impugnatura posteriore e la sinistra in quella anteriore. E in ogni modo, in nessuna occasione, effettuare tagli con una sola mano. Le regole di impugnatura valgono univocamente sia per gli utenti mancini sia per quelli destrorsi
-
durante il lavoro di taglio, prestare particolare attenzione nel utilizzare la punta della guide bar; in questo caso la motosega potrebbe reagire con un contraccolpo all’indietro, mettendo in pericolo l’operatore. Lo stesso dicasi per i tagli effettuati con la parte superiore della lama, che per sua natura spinge la motosega all’indietro
-
non avviare mai la motosega se la lama tocca il terreno; al primo colpo la catena potrebbe tendere a girare aumentando il rischio di schizzi di materiali pericolosi verso l’operatore. Durante l’avviamento, tenere il motore ben saldo al terreno premendo il ginocchio destro sull’impugnatura posteriore e afferrando saldamente con la mano sinistra l’impugnatura anteriore. Infine tirare con decisione la cordicella di avviamento
-
non effettuare mai i rifornimenti di olio e benzina a motore acceso. Dopo, accertarsi che non vi siano residui di benzina sul corpo dell’attrezzo, evitando fenomeni di autocombustione
-
indossare sempre scarpe e indumenti previsti dalle vigenti norme antinfortunistiche
I punti sopraccitati vogliono essere un piccola guida ai principali comportamenti per evitare incidenti durante il lavoro. Per avere la versione completa, si consiglia fortemente di andare all’indirizzo web, curato dall’ISPELS (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro), nel quale un file scaricabile e stampabile riporta anche le norme antinfortunistiche presenti in Italia e le leggi in materia della Comunità Europea.
Affilatura e limatura della catena della motosega
Una catena perfettamente affilata ed efficiente aumenta la resa del lavoro e abbassa sensibilmente il rischio di contraccolpi, e quindi di incidenti per l’operatore. Presentare in questa sede la completa procedura di affilatura e limatura della catena è del tutto inefficace, vista la totale mancanza di immagini illustrative delle varie fasi. Vista poi la complessità, di per sé, dell’operazione, si consiglia di visitare il sito dell’ISPELS, lo stesso sopraccitato per le norme di prevenzione, in particolare alle pp. 18-19 del documento PDF.
Vari tipi e modelli di motoseghe in commercio
Esistono molti tipi di
motoseghe, differenti a seconda dell’utilizzo. La prima, sostanziale
classificazione, riguarda la destinazione d’uso. La maggior parte
delle motoseghe attualmente in commercio sono destinate ad uso
agricolo e forestale. Presentano la tradizionale forma allungata,
con una guide bar su cui scorre la catena di taglio e varie misure:
si va da cilindrate piccole (attorno ai 30-35 centimetri cubici di
cilindrata e 2-2,3 hp di potenza) per piccoli tagli appannaggio di
potature di piante da giardino; a grandezze medie (40-60 cmc. di
cilindrata e 2,5-4,0 hp di potenza, già usate per tagliare tronchi
di media misura), fino alle “giganti “ di circa 80-100 cmc. e 6-8,5
hp di potenza espressa, indicate soprattutto per i boscaioli. I
prezzi vanno, indicativamente, dai 200 euro delle piccole cilindrate
fino ai 500-600 (o anche maggiori) dei modelli più grandi. I prezzi
ovviamente sono indicativi e non tengono conto delle inevitabili
differenze tra marche produttrici e punti d’acquisto. Tuttavia
nell’apposito paragrafo saranno proposti due indirizzi web per avere
una completa panoramica dei costi.
Si diceva in precedenza delle tipologie di utilizzo. Esistono anche
motoseghe che montano la barra di taglio su di una prolunga, usata
per diramare querce o alberi molto alti.
Infine ci sono modelli particolarissimi, cioè che tengono conto
degli utilizzi eccezionali. Ad esempio le motoseghe che al posto
della barra montano una mola di grande diametro, in dotazione presso
i Vigili del Fuoco.
In conclusione, ecco alcuni suggerimenti per acquistare con
consapevolezza ed evitare episodi di sciacallaggine commerciale:
-
visitare più negozi della vostra zona prima di comprare l’attrezzo
-
farsi spiegare dal commerciante le varie caratteristiche
-
rivolgetevi a persone, amici o colleghi ad esempio, più esperte per ricevere consigli sull’acquisto
-
scegliete marche di qualità; magari all’inizio spenderete di più, ma molto probabilmente risparmierete in futuro sugli interventi di riparazione e sostituzione di elementi.
Link a siti web utili per l'acquisto della motosega e per approfondire l'uso
ISPELS, Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro.
Nel sito è compreso un documento in formato pdf, scaricabile, nel quale vengono esposte dettagliatamente le norme e i comportamenti corretti da seguire durante le operazioni di taglio. Nelle pp.18-19 immagini e didascalie mostrano le operazioni di affilatura e limatura della catena di taglio.
Stihl
Sito di una delle più importanti aziende produttrici di motoseghe e articoli per il giardinaggio.
TrovaPrezzi
http://www.trovaprezzi.it/prezzo_giardinaggio_motosega.aspx
Sito che fornisce un’idea dei prezzi di alcuni modelli di motoseghe.