Svendite: regole e cose da sapere

Il fatidico attimo in cui vengono annunciate le date delle svendite, che siano estive o invernali, è un gran momento per tutte le fashion addicts e non solo: anche chi non ha potuto comprare durante l’anno i must della stagione o anche solo quei capi di prima necessità, approfitterà della ghiotta occasione per cercare di acquistare prodotti di qualità e ben realizzati a un prezzo più accessibile.

Svendite: tempi e regole

Le svendite in genere iniziano con sconti del 20 o 30% sui capi della collezione appena passata fino a raggiungere punte del 70 o 80%. Di solito durano 60 giorni e la data di inizio cambia a seconda della stagione, estiva o invernale, e delle regioni.

Non tutti sanno che dietro i saldi esiste un modo di regole ben precise che i negozianti devono sempre rispettare per non incorrere in sanzioni, ma non sono solo loro i soggetti alle regole ma anche il consumatore, che non sempre è capace di effettuare degli acquisti di qualità scegliendo tra i capi in vendita.

Conoscere anche la psicologia del consumatore che aspetta le svendite per poter effettuare i propri acquisti, può aiutare a districarsi nella marea di sconti e di persone che queste creano inevitabilmente.

Acquistare prodotti a prezzo scontato sarà di sicuro un affare, ma bisogna sempre andarci coi piedi di piombo: la frenesia che prende tutti, da grandi a piccoli e da donne a uomini, può portare a realizzare acquisti sbagliati, ecco perché è anche importante prestare attenzione ad atteggiamenti scorretti dei negozianti, che possono tendere alla facile disonestà.

Saldi e svendite

Svendite: quando sono a norma

In realtà, l’acquisto in periodi di svendite è regolamentato dal decreto legislativo nr 114/98, che ha riformato il settore commerciale stabilendo la libera circolazione delle merci, dettando i necessari requisiti di accesso all’attività commerciale, decidendo gli orari di apertura e chiusura dei negozi e fissando nell’articolo 15 del decreto le norme delle vendite straordinarie.

In pratica l’articolo tende a specificare cosa effettivamente si intenda con vendite straordinarie e cioè “le vendite di liquidazione, le vendite di fine stagione e le vendite promozionali nelle quali l’esercente dettagliante offre condizioni favorevoli, reali ed effettive, di acquisto dei propri prodotti”.

In particolare nel comma 3 dello stesso si specifica che le vendite straordinarie devono comprendere solo i prodotti della passata stagione, che se non venissero venduti entro un periodo limite andrebbero successivamente incontro a un notevole deprezzamento. Inoltre l’art. 15 lascia a ogni singola regione italiana, nonché alle diverse associazioni di consumatori e di imprese, le modalità e le decisioni in merito all’organizzazione stessa e allo svolgimento delle svendite, senza dimenticare le informazioni dovute agli stessi consumatori che devono essere fornite in modo corretto e trasparente, e i periodi e la durata delle stesse svendite.

Le svendite: roba da pazzi

Ritenuti grandi occasioni di risparmio e periodi in cui si può e si deve spendere, in realtà proprio durante i periodi di saldi avvengono le svendite più pazze e sfrenate per cui si rischia addirittura di spendere di più che se non ci fossero gli sconti, e anche con la convinzione di stare risparmiando. È così che la vede il famoso comportamentista ed economista Robert Meyer, che lavora come ricercatore alla Wharton School dell’University of Pennsilvania.

Proprio a proposito di questo atteggiamento del consumatore, gli stessi economisti lo hanno definito come “effetto sforamento” ovvero quando l’acquisto di un prodotto porta il consumatore a essere stimolato ad acquistare altro e altro ancora, che magari non risulta nemmeno essere necessario comprare. Per Meyer ci sono tre spiegazioni plausibili che riescono a far luce su che cosa in realtà guidi il consumatore verso codesti atteggiamenti: secondo la teoria della contabilità mentale, il risparmio negli acquisti conduce ad avere una percezione del budget a disposizione alterata, per cui si pensa di avere più liquidità di quanto si sia speso.

La teoria dell’emozione generalizzata invece asserisce che esistono vari fattori come l’allestimento del punto vendita, la folla, la musica che influenzano l’umore del consumatore rendendolo più favorevole all’acquisto e più euforico. La terza teoria è chiamata dell’attribuzione, e afferma che i consumatori sono indotti a considerare il punto vendita proprio come se fosse una persona e si comportano di conseguenza. Che siano state tutte le suddette teorie a indurre la Kinsella a scrivere quelli che sono diventati dei best sellers mondiali trasformatisi in film di successo?

Consumatore vs svendite

Naturalmente le norme che regolano le svendite sono anche delle norme che valgono per i consumatori, per tutelarli da eventuali comportamenti scorretti dei venditori che potrebbero approfittarsi della loro buona fede.

Contro piccole e grandi truffe o fregature commerciali, l’acquirente viene tutelato proprio dalle norme dell’art.15 del decreto, che anche molte associazioni od organizzazioni che lottano per la tutela del consumatori come la Codacons o la Adoc, mirano a prendere come punto di riferimento per buttar giù una lista di punti che il consumatore dovrebbe conoscere prima di darsi agli acquisti in saldo.

Decalogo del buon consumatore

Il prezzo: La prima cosa importante da verificare è che durante i saldi sia ben esposto il prezzo di vendita iniziale non scontato, la percentuale dello sconto e quindi il prezzo finale del prodotto.

Cambio della merce: in realtà, la merce acquistata in svendita si può sostituire secondo il decreto legislativo del 2002. Il capo difettoso si può cambiare se viene presentato alla cassa lo scontrino o la ricevuta fiscale della vendita dello stesso. Naturalmente il prodotto dev’essere nelle stesse condizioni di quando si è acquistato, altrimenti il negoziante viene gravato dei costi di riparazione dell’articolo.

Il commerciante una volta ripreso l’articolo difettoso, può decidere se ripararlo o sostituirlo, se ridurre ulteriormente il prezzo o restituire il prezzo d’acquisto in contanti all’acquirente. C’è da sottolineare però che se la richiesta di sostituzione dell’articolo comprato viene presentata per altre ragioni, diverse dal vizio e dalla mancata conformità dell’oggetto, questa diventa a discrezione del negoziante che potrà decidere di accettarla o meno. Rispetto agli anni precedenti, la restituzione non deve più avvenire entro otto giorni dalla data dell’acquisto come voleva l’art. 1495 del Codice Civile, perché con il decreto 114/98 il consumatore ha il diritto di denunciare il difetto di conformità dell’articolo che il negoziante gli ha venduto entro due mesi dalla data in cui tale difetto è stato rilevato.

Gli articoli che vengono proposti nei negozi durante l’intero periodo delle svendite devono effettivamente essere appartenuti alla collezione o alla stagione passata che sta finendo, e non devono essere dei fondi di magazzino, che invece devono essere venduti deprezzati di molto rispetto al prezzo iniziale.

Il negoziante non ha l’obbligo di far provare i capi ai consumatori, infatti, la possibilità di provare gli articoli anche quando vengono messi in saldo è a pura discrezione del commerciante. In questo caso però, le associazioni per la tutela dei consumatori consigliano di non fidarsi di quei commercianti che non rendono possibile la prova del capo.

Non tutti gli articoli diventano oggetto delle svendite di fine stagione, infatti, di solito solo prodotti d’abbigliamento, gli accessori, la biancheria intima, le calzature, la pelletteria e la valigeria nonché gli articoli sportivi, di elettronica, le confezioni e i prodotti tipici vengono messi in saldo.

Una particolare attenzione va prestata anche alle vetrine dei negozi specialmente a quelle che vengono interamente coperte da cartelloni e pubblicità impedendo così la visione dei prodotti presenti nel negozio, in questo modo infatti viene anche impedito il confronto tra i prezzi del cartellino e l’effettivo sconto sul prodotto. Ovviamente bisogna far caso che le pubblicità e gli eventuali manifesti presenti all’interno del punto vendita si riferiscano a sconti reali e che le informazioni che danno siano veritiere. Ciò significa che la grafica del cartellone deve tendere alla correttezza e alla trasparenza e soprattutto dev’essere facilmente intuibile: se il negoziante non rispettasse questi obblighi, rischierebbe delle salate sanzioni che variano da un minimo di 516,46€ a un massimo di 3.098,74€.

Attenzione alle etichette e ai cartellini: se non sono presenti o ben visibili e chiari sull’articolo in svendita, diffidate, dopotutto servono proprio per controllare il prezzo dell’articolo e quanto sconto viene fatto rispetto al costo iniziale, per questo devono esserci. Inoltre è importante controllare il materiale di cui è fatto il prodotto, quindi la composizione e la manutenzione dell’articolo stesso per non incorrere in potenziali danneggiamenti. Nel caso di un capo d’abbigliamento, per esempio, deve essere scritta la composizione, come va lavato e la stiratura.

Per quanto riguarda il pagamento di un capo in svendita, diffidate da chi obbliga solo a pagare in contanti. Infatti, se il punto vendita in periodi non sospetti accetta il pagamento tramite carta di credito o bancomat, deve dare questa possibilità anche durante le svendite. Il commerciante deve per forza accettare i pagamenti elettronici se espone all’interno del suo punto vendita gli adesivi che attestano la presenza di POS e senza pretendere oneri in più dal consumatore.

Attenzione alle truffe

Poiché i comportamenti scorretti dei negozianti e le truffe sono all’ordine del giorno quando si tratta di sve, il consumatore che ritiene di esserne stato vittima si deve rivolgere a una delle tante associazioni nate appositamente per la sua tutela, altrimenti ci si può rivolgere anche ai vigili urbani, all’ufficio comunale del commercio del comune in cui si è effettuato l’acquisto del prodotto in saldo o alla polizia municipale. Invece se la truffa riguarda il modo di pagamento elettronico, bisogna contattare direttamente la società che ha emesso la carta di credito.

Occhio agli sconti sui saldi

Ora che sapete quali sono le regole che legiferano l’acquisto dei prodotti durante i periodi di svendite e quelle che riguardano la tutela e la difesa del consumatore contro atteggiamenti scorretti o truffe dei negozianti, dovete sapere che le tante associazioni per mettere ulteriormente in guardia gli acquirenti più ingenui, forniscono altre piccole dritte in merito.

Come detto, per poter cambiare un articolo preso in saldo (ma ciò vale sempre, anche se il prodotto viene acquistato in periodi normali), bisogna presentare al negoziante lo scontrino fiscale, che vale almeno due mesi di garanzia, ecco perché lo scontrino va sempre richiesto e conservato. Inoltre, attenzione agli sconti troppo alti, superiori al 50%, perché potrebbe trattarsi di resti di magazzino oppure vorrebbe dire che i prezzi praticati prima del periodo di saldi erano troppo pompati.

Prima di darsi allo shopping sfrenato, sarebbe sempre buona norma avere le idee chiare su che cosa comprare, in questo modo si è meno raggirabili o influenzabili, inoltre meglio non acquistare mai subito nel primo negozio a disposizione ma meglio fare una sorta di giro di ricognizione e confrontare i prezzi da negozio a negozio. Anche appuntarsi il nome del negozio in cui si vede il prezzo più basso è consigliabile, nonché annotarsi il prezzo stesso. Meglio infine rivolgersi prima ai propri negozi di fiducia, dato che si conoscono già i negozianti, la qualità degli articoli in vendita e i prezzi.

Nel caso si avessero dubbi o problemi o si volessero ricevere notizie riguardo il periodo delle svendite, ci si può rivolgere agli uffici e ai rispettivi siti web della Camera del Commercio presenti in ogni città: presso questi uffici sarà possibile leggere la normativa che regola i diritti dei consumatori e quindi denunciare eventuali raggiri subiti sia durante le svendite che in periodi normali.

Quanto alle associazioni di consumatori pronte a intervenire nel caso quest’ultimo si trovasse in difficoltà o fosse stato truffato da un commerciante, le più attive sono la Adoc, il sindacato dei consumatori, la Codacons e il Movimento Difesa del Cittadino, che ha istituito un apposito sportello dedicato ai saldi, chiamato proprio Pronto Saldi per poter offrire ai consumatori consulenze e informazioni ad hoc

Siti internet per approfondire l’argomento svendite

  • Adoc
    è l’Associazione nazionale per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori, degli utenti, dei risparmiatori, dei malati, dei contribuenti.
  • Mdc
    sito del Movimento in Difesa del Cittadino

 



20 Commenti

  1. ornella
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