Moda per i giovani

Nuove generazioni, moda e società
Al principio furono i Jeans. Erano gli anni ’60, e l’introduzione di quel capo rivoluzionò la società. La moda di quegli anni segnò l’identità di un’intera generazione che trovava libera espressione in quel pantalone dall’estrema praticità. I ’70 videro la formazione degli Hippy in cui all’inno del “Flower Power” (potere dei fiori) schiere di giovani vestivano abiti dai colori sfavillanti, con motivi floreali e tessuti leggeri e svolazzanti. Venne il tempo del Punk e centinaia di ragazzi, soprattutto inglesi, sfidarono il buon costume con giacche in pelle, spille, borchie e capigliature a cresta. I 90’s sono gli anni della ripresa, si guarda al passato, la moda coglie gli stili già creati e li riscopre fornendo una vasta gamma tra cui scegliere.
Vestire come biglietto da visita
Che i giovani abbiamo sempre trovato
identificazione nel modo di vestire, simbiotica unione di stile e
moda, è un dato di fatto. La moda segna una generazione, ne esprime
pensieri e sogni. È pura manifestazione di ciò che muove la società.
Purtroppo però è allo stesso tempo espressione di consumismo e
superficialità. Spesso si cade nell’errore di ritenere essenziale
ciò che s’indossa. Questo è probabilmente il più grosso errore che
marchia i giovani d’oggi. Da esso dipendono direttamente tanti
problemi che forse, se così non si ragionasse, si potrebbero
evitare. Sono tanti i ragazzi emarginati già solo per come vestono,
perché se per caso in famiglia non si possono permettere tutte le
possibili firme allora la società ti ritiene un gradino più in basso
rispetto agli altri. Pensieri assurdi, questo è certo. Eppure fa
impressione pensare quanto siano diffusi.
Quanti sono ad oggi i ragazzi che insistono con i propri genitori
per ottenere l’ultimo modello di scarpe Nike o i Jeans Angel &
Devil? O quante le ragazze che passano ore intere a discutere sempre
e solo di nuovi abiti da acquistare? Troppi, davvero troppi. Un
numero impressionante, quasi pari alla totalità. Tanto da dover
mettere in conto, tra le spese famigliari, anche quelle (veramente
ingenti) per il vestiario.
È diffusissima la convinzione che di certe cose non si possa fare a
meno. Si vive ormai a pane, acqua e firme. Si può non arrivare con i
soldi a fine mese, ma quei 400 euro minimo per l’abbigliamento sono
vitali. Meglio patire la fame piuttosto che non avere la pochette di
prima classe fedelmente intonata con scarpe e cinta. Chiaramente un
conto è ricevere tali oggetti in regalo o acquistarne di tanto in
tanto qualcuno, un altro è non porne fare a meno. Dalle mutande, ai
ferretti per capelli, dalle scarpe alle magliette, tutto dev’essere
necessariamente d’alta moda(si consideri per alta moda qualsiasi
cosa con un nome noto stampato sopra). Si tratta del gusto di
volersi mostrare, di voler apparire, dare spettacolo per cogliere
uno sguardo.
C’è chi dice che lo fa per se, chi confessa di comprare robe firmate
solo per non essere mal giudicato dai compagni o chi semplicemente
se lo può permettere e deve mostrarlo al mondo intero che può farlo.
Abbigliamento ed accessori sembrano essere le prime cose da notare
non appena si conosce una persona. Immediatamente dopo il nome, se
non molto più spesso anche prima, c’è chi scansiona l’immagine di
chi ha di fronte da capo a piedi decidendo se è essa è degna o no di
un saluto. Ci sarebbe da chiedersi che razza di valori ha una
persona così?
Il problema è che si tratta di un male proprio della società
consumistica nella quale siamo tutti coinvolti. Troppo facile è
definire le nuove generazioni prive di valori e pudore, perché
proprio questi giovani sono il risultato della società composta da
tutti quanti noi, perfino da chi si trincera dietro una banale
disapprovazione. I giovani sono lo specchio di ciò che sono i loro
genitori, e moltissimo essi colgono dalla società. Quali sono le
immagini che sono state trasmesse loro? Quali i principi? Ma
soprattutto quanto in realtà conta l’aspetto esteriore per
affermarsi e per essere accettati?
Rispondere a questa domanda con un “niente” sarebbe paradossale e
falso fino all’inverosimile, vorrebbe davvero dire vivere in un
mondo di fantasia! E’ innegabile, l’aspetto esteriore implica gran
parte delle prime impressioni che si da alla gente. Apparire belli,
o quando meno non sgradevoli da vedere, apre molte porte in più. Ciò
si evince innegabilmente da tanti casi che ognuno di noi avrà potuto
notare nell’arco della propria vita.
Si apre dunque una questione che ingloba tutto ciò di cui abbiamo
parlato fino adesso: avendo riconosciuto che il mondo funziona in un
determinato modo, è giusto o sbagliato assecondare questa
aspirazione dei giovani all’esteriorità? Negarla non sarebbe un po’
come aprir loro una strada più impervia per la socializzazione? A
tali domande non esiste una risposta universalmente valida, ma a
ciascuno è pur sempre concesso scegliere se voler essere o
apparire.
Giovani e consumismo nella moda e nell'abbigliamento
Trascinati dall’onda del mercato, in
balia della pubblicità, espressione pura della superficialità, le
nuove generazioni sembrano crescere molto in fretta solo per quanto
riguarda trucco e vestiti. La minigonna per esempio, che sarebbe più
indicata per una giovane donna, è diventata capo comune tra bambine
di 13-15 anni che fanno sfoggio delle loro gambe sfidando le
intemperie. Tacchi più o meno alti sono calzature comuni anche tra
le giovanissime che cominciano sempre prima ad avere la loro
autonomia.
Talvolta pare quasi che non esista più “un età giusta per ogni
cosa”. Tutto e subito è il nuovo motto dei teen-ager. A vigilare su
di loro dovrebbero essere le famiglie, sempre più assenti e
dissolute. Esautorata la ricerca della modernità, si andrà invece
cadendo verso un doveroso ritorno al rigore del passato. O almeno
questo sarebbe auspicabile.
I nostri giovani, il futuro del nostro mondo, sono sempre più
tempestati da messaggi consumistici utili solo ad arricchire le
aziende produttrici. Consumatori si diventa sempre prima, ma la
consapevolezza delle proprie azioni scarseggia.
Le imprese traggono profitto da questa mala-cultura e ovviamente
tendono ad incrementarla. Moltissime aziende fallirebbero se non vi
fossero schiere di giovani che fanno sfoggio dei loro prodotti.
Si tratta di un vero e proprio lavaggio del cervello che tramite i
Media raggiunge la popolazione. I soggetti più esposti sono coloro
che passano più tempo davanti la televisione in quelle fasce orarie
appositamente previste per incontrare una specifica fascia di
telespettatori.
Il concetto è semplice, si “bombardano” i soggetti con pubblicità in
cui uomini e donne bellissimi vestono capi all’ultima moda ed allo
stesso tempo soggetti simili sono i protagonisti di sceneggiati o
film. Gruppi musicali e modelle contribuiscono al risultato finale,
tutto genialmente prefigurato al fine di trasmettere il desiderio di
dover comprare questo o quel capo per essere altrettanto belli e
popolari.
Si passa il concetto di “bello” o “di classe” come se fosse un
qualcosa acquisibile con una maglietta, ovviamente trattasi di
un’idea assurda, che però buca lo schermo e s’instaura nelle menti
di tantissimi soggetti che aspirando ad imitare quelle immagini così
accuratamente preparate.
Che si tratti di abbigliamento sportivo, elegante, per tutti i
giorni, non vi è differenza. Le aziende hanno interesse di creare
celermente nuove tendenze così che l’abito comprato un mese prima
sia considerato vecchio, da buttare. Ed il consumatore inconsapevole
facilmente ‘abbocca’ a quell’amo insidioso chiamato Spreco. La moda
vuol dire talvolta stare bene con se stessi, perché ormai si è
talmente tanto introiettato il concetto di consumo che manco si
riesce più a distinguere l’identità della persona da ciò che di essa
appare all’esterno.
Consigli per i genitori in fatto di abbigliamento moda per i figli
Il consiglio di Guida al Consumatore è quello di essere vigili sui vostri figli anche in queste ‘piccole’cose, nella consapevolezza che a volte un "No" in più non scatena un trauma ma bensì fa mantenere i piedi per terra per crescere ed affrontare la vita con un occhio diverso, migliore. In un mondo che gradatamente pare sgretolarsi un pezzo dopo l’altro, è necessario riconoscere i valori importanti della vita e concentrarsi su di essi piuttosto che sulle ultime tendenze.
Link a siti web utili per conoscere il mondo della moda e dell'abbigliamento trendy per i giovani
Alice Donne
http://donne.alice.it/categorie/index.html?ccat=113543
Un portale che riunisce in se tutte le più comuni Griff utilizzate dai giovani (come Diesel, Fornarina, Levi’s, Onyx) comodo per raggiungere in pochi click diverse gallerie con le nuove collezioni.
Replay
Il sito dedicato ad una delle marche più in voga del momento. Particolarmente belli i Jeans della nuova collezione, trattasi di un’azienda che non può far altro che prestare un occhio di riguardo agli adolescenti.
Lacoste
http://www.lacoste.com/france/intro.html
Il famoso marchio del coccodrillo, azienda formata tra il 1920 ed il 1930 dal famoso tennista René Lacoste. Le polo con questo marchio sono da sempre sinonimo di ricercatezza.
Etro
http://www.etro.it/index_flash.html
Moda a tutto tondo: accessori, cuscini, oggettistica per la casa, borse, pochette, zaini, porta chiavi, ferretti per capelli, elastici, orologi, tessuti, occhiali, abbigliamento …. Insomma di tutto e di più! La Etro è una marca che soddisfa a pieno i firma-dipendenti, marchiando col nome dell’azienda oggettistica d’ogni tipo a prezzi elevati (persino un semplice portachiavi può arrivare a costare 20 euro).
Psico-Lab
http://www.psicolab.net/index.asp?pid=idart&cat=272&scat=273&arid=2159
Articolo che mette a confronto due ambiti che potrebbero apparentemente sembrare distanti tra loro, Psicologia e moda. Il pezzo mette in rilievo i giovani come consumatori veri e propri.