Intimo donna e lingerie
La nascita della
biancheria intima femminile:
quel tocco in più che fa davvero "femmina"
Possiamo collocare le
origini della biancheria intima femminile nell’antica società
egiziana. Le donne erano solite indossare le tuniche, fatte di lino
e lunghe. Troviamo questo capo anche nella società greca e in quella
romana.
Nel periodo romano le donne usavano i mamillari (gli antenati del
moderno reggiseno), che erano fasce di cuoio che servivano a
comprimere il seno. Erano indumenti intimi diffusi anche i cestus,
guaine che circondavano la vita, e le mutandae (la parola viene dal
verbo latino “mutare”, e indica appunto che questo indumento veniva
spesso cambiato e sottoposto a lavaggi).
Inizialmente la funzione di questi indumenti intimi è stata quella
di nascondere le forme della donna, affinché il suo corpo non fosse
valorizzato e messo in evidenza. Gli antichi Romani, per esempio,
non amavano le donne con i seni grossi o cadenti. Per molto tempo
questi indumenti non venivano neppure nominati, perché considerati
qualcosa di “sporco”. Nel Medioevo nacquero le calze, che venivano
indossate soltanto dagli uomini.
Nel periodo rinascimentale si diffusero le camicie e i mutandoni.
Nacquero anche le prime giarrettiere, che servivano a stringere le
calze sulle gambe. Nel Settecento le donne indossavano il paniere
(una sorta di gabbia di vimini messa intorno alla vita), e il
guardifante. Ma soprattutto si usavano le sottogonne, che si
sovrapponevano una sull’altra per gonfiare le gonne. Nell’Ottocento
il busto (o corsetto) fu l’indumento intimo più usato, e serviva per
evidenziare il “vitino da vespa” delle donne.
Tutti questi capi intimi, particolarmente scomodi, costringevano le
donne a sacrifici immani per indossarli. Il Novecento rappresenta un
secolo di “liberazione”. Ci sono cambiamenti importanti
nell’universo femminile, è il secolo dell’emancipazione sessuale. In
questo periodo avviene anche la scoperta di nuovi materiali e
tessuti che finalmente “alleggeriscono” gli indumenti intimi,
rendendoli comodi da indossare e più belli da vedere.
Nel 1914 Caresse Crosby brevettò il reggiseno negli Stati Uniti. Nel
1937, sempre negli Stati Uniti, fu brevettato il filo di nylon. Ma
dobbiamo aspettare il 1958 per l’invenzione del collant, cui si unì
la diffusione della giarrettiera. Negli anni ’30 nascono i primi
slip.
Gli anni della seconda guerra mondiale furono molto bui dal punto di
vista economico. Con gli anni ’50 l’intimo cominciò a diffondersi
anche tra la massa. E’ di questo periodo la moda delle pin-up, donne
particolarmente prosperose e che occupavano le copertine dei
giornali indossando capi intimi succinti. Negli anni ’60 l’intimo
femminile diventò un fenomeno di costume, pubblicizzato su giornali
e Tv dalle attrici del cinema.
Negli anni ’70 esplose il movimento femminista, con le
rivendicazioni di libertà ed emancipazione delle donne. In questo
periodo si usavano particolarmente capi comodi ed elasticizzati (per
esempio i panta-collant).
Gli anni ’80 enfatizzano l’intimo come arma di seduzione femminile.
Kim Basinger, nel film cult di questi anni “Nove settimane e ½ “
rilancia il potere seduttivo della sottoveste di seta.
Negli anni ’90 vengono messi in commercio e pubblicizzati modelli
diversi di reggiseno, adatti ad ogni esigenza. Ad esempio, il
Wordebra è il tipo di reggiseno più amato dalle donne: mette in
evidenza il seno spingendolo in alto (effetto push-up). Questo
miracoloso reggiseno è stato creato dallo stilista Luise Poirier, e
fu lanciato dal marchio Playtex.
La testimonial della prima campagna pubblicitaria a livello
internazionale fu la bionda modella Eva Erzigova. Oggi ormai si
creano intere collezioni di biancheria intima, che vengono mostrate
in passerella come qualsiasi altro capo di abbigliamento. Reggiseno
e slip fuoriescono con più o meno charme dai vestiti, e vanno sempre
più di moda pizzi e trasparenze.
I singoli indumenti intimi
Il reggiseno
Iniziamo dal reggiseno, il capo intimo più complesso dal punto di
vista strutturale. Serve a contenere e modellare il seno, ci sono
modelli per ogni tipologia ed esigenza.. Ma come si trova il
reggiseno giusto? Ovviamente bisogna partire dalla taglia. Nei paesi
anglosassoni per individuare la taglia di un reggiseno si tiene
conto della circonferenza del torace sotto al seno. Alla misura così
ottenuta si aggiungono 12,5 cm.. La dimensione della coppa, invece,
si riferisce al volume del seno. Si ottiene sottraendo alla misura
della circonferenza toracica (incluso il seno) la misura del
reggiseno ottenuta prima. Ad ogni misura corrisponde una lettera (o
coppia di lettere), e sono A-B-C-D-E. Noi usiamo un sistema di
taglie molto più semplice.
Qui trovate una tabella orientativa taglia / coppa.
Le taglie vanno dalla prima alla decima. Le misure caratterizzate da
coppe “B” corrispondono ad un seno medio, quelle con coppa “A” ad un
seno scarso, quelle con coppa “C” ad un seno abbondante, e via
discorrendo.
Le coppe di solito sono fatte in tessuto e hanno forma di triangolo
o mezzaluna. La forma convessa viene ottenuta attraverso cuciture o
un sistema di lavorazione detto “preformatura”. Possono essere
riempite con materiale sintetico o strati di tessuto spesso uno
sull’altro. Le coppe vengono unite ad uno degli angoli creando un
incrocio che permette di alzare e separare i seni in maniera più
evidente.
Le coppe vengono trattenute dalle spalline (elasticizzate e
regolabili in lunghezza).
La fascia orizzontale di sostegno si apre di solito sulla schiena
per comodità, ma alcuni reggiseno presentano un’apertura centrale
sul seno. Sono le coppe a definire e differenziare i vari modelli di
reggiseno. Quelli a “triangolo”, perché appunto di forma
triangolare, sono di sicuro i più comodi e contenitivi, preferiti
dalle sportive per la loro vestibilità e praticità.
Poiché non hanno il minimo rinforzo, sono adatti per chi ha un seno
tonico, alto e senza smagliature. I reggiseno a “balconcino”
presentano la caratteristica di lasciare scoperta la metà superiore
del seno. Le coppe sono spesso imbottite di olio o silicone per dare
al seno una forma più adeguata.
L’effetto push-up può essere ottenuto anche utilizzando imbottiture
che si rimuovono all’occorrenza. Alcuni reggiseno hanno spalline che
si possono posizionare a seconda della scollatura indossata, anche
con un incrocio dietro la schiena. Poi ci sono anche i modelli a
“bustino” che coprono e sostengono sia il seno che la vita,
svolgendo una funzione contenitiva e di sostegno. I reggiseno “a
fascia” possono essere elastici o rigidi, non hanno spalline.
Sono adatti per abiti scollati. I reggiseno “senza ferretto e coppa
piena” sono fatti soltanto di tessuto, senza altre aggiunte, e sono
indicati per chi ha una taglia dalla terza in poi. I reggiseno
“preformati” hanno coppe che si adattano alla forma del seno, ideali
per donne che hanno una taglia abbondante. Esistono anche reggiseno
“invisibili”, formati da due coppe di silicone che vanno applicate
direttamente sul seno.
Consigli per scegliere il reggiseno giusto
E’ importante indossare
un reggiseno della propria taglia (mai acquistarne uno troppo
stretto solo per ottenere l’effetto push-up)! Il reggiseno non deve
costringere il seno in maniera innaturale. Alcuni studi hanno
evidenziato che le donne con seno abbondante che non utilizzano il
reggiseno adatto (con relativo sostegno) sono più soggette a dolori
di schiena.
Controllare che i ferretti non si conficchino nella pelle o non
fuoriescano dal tessuto. Inoltre si deve scegliere il reggiseno
tenendo conto di fattori contingenti, quali il peso corporeo e il
ciclo mestruale (di solito in questo periodo si verifica un naturale
aumento del seno). Alcune marche di reggiseno hanno vestibilità più
comoda, altre invece puntano sull’estetica, trascurando la comodità.
Lo slip da donna
Agli inizi del 1500 le
mutande erano lunghe, di seta, di velluto, o in tessuto leggero come
il lino. Gli uomini non erano soliti indossarle, e le donne che lo
facevano non erano considerate di “classe”. Nel XIX° secolo si
diffusero le mutande a “pagliaccetto”, che si avvicinavano alle
moderne mutandine, ma erano indossate esclusivamente dalle bambine.
La mutandina in cotone cominciò a diffondersi negli ultimi anni del
XIX° secolo. Nel XX° secolo indossare questo capo intimo divenne la
regola, anche perché le gonne cominciarono ad accorciarsi e le parti
intime esigevano protezione.
Inoltre in questo periodo furono scoperti tessuti sintetici quali il
nylon il poliestere. La prima mutandina “moderna”, come quella che
indossiamo noi oggi, fu creata nel 1920. Anche questa volta ad
indossarla per primi furono i bambini.
Varie tipologie di slip
Slip normali o a vita
bassa
sono questi ultimi la vera “rivoluzione” di questi anni. Sono
l’ideale per chi indossa indumenti a vita bassa. Per alcuni lasciare
intravedere una bella mutandina dai pantaloni fa anche tendenza. De
gustibus non disputandum est, dicevano i Romani. Ma mi raccomando a
non perdere mai il buon gusto.
Il tanga
a chi si deve l’invenzione di questo capo intimo? Sembrerebbe ad una
ragazza italo-brasiliana, una certa Rose di Primo. Per attirare gli
sguardi maschili ad una festa sulla spiaggia di Rio de Janeiro pensò
bene di tagliuzzare il suo costume ricavandone…. Il tanga, appunto.
Ben presto questo capo fece furore sulle spiagge brasiliane, e non
solo. Secondo quel che si dice, la ragazza fu talmente sconvolta
dall’invenzione che aveva fatto, che dopo qualche anno si fece
monaca…
Cosa è il tanga? Si tratta di uno slip alquanto sgambato, che si
lega ai fianchi con un nastrino o cordone. E’ particolarmente adatto
quando si indossano gonne o pantaloni a vita bassa, perché è meno
alto (e quindi anche meno visibile) rispetto ad uno slip normale.
Non va confuso con il perizoma, altro tipo di slip che negli ultimi
anni sta riscuotendo grande successo femminile (ma anche gli uomini
lo indossano, in alcune circostanze). Il perizoma fu lanciato da un
produttore newyorkese di biancheria intima nel 1981.
E’ un tipo di slip solitamente sgambato (ma può anche non esserlo),
caratterizzato da una striscia di tessuto sul lato posteriore, che
lascia scoperte le natiche. Oltre ad essere considerato un capo
molto sexy, il perizoma è giudicato da molte donne più comodo di un
normale slip perché si mimetizza bene sotto gli indumenti. Il
termine perizoma viene dal greco perì- zoma (cingere intorno), e
indicava una striscia di tessuto che copriva le parti intime. Gli
inglesi usano il termine “string” per indicare un perizoma molto più
succinto. In Spagna chiamano in modo ironico il perizoma “el hilo
dental” (il filo interdentale).
La brasiliana
anche questo tipo di slip non va confuso con il perizoma. E’ a metà
strada tra il perizoma e lo slip. Il triangolo (che può essere di
tessuto, ma anche di lycra), che contiene i fianchi va a coprire una
parte del sedere, che invece il perizoma lascia scoperto del tutto.
La culotte
è quel tipo di mutanda femminile che copre i fianchi e scende sotto
i glutei. La parola viene dal francese “cul”, che significa appunto
“sedere”. La culotte può essere di cotone, di seta, elasticizzata.
C’è anche la variante “culotte a perizoma”.
Il baby-doll
E’ un indumento intimo femminile che si usa durante la notte. Di
solito è una camiciola corta a cui si abbina lo slip dello stesso
colore o con disegni. Può essere di seta, di tessuto sintetico,
trasparente. Il “lancio” di questo capo intimo sexy e sfizioso venne
con un film del 1956 interpretato dall’attrice Carrol Baker . “Doll”
(dall’inglese, significa “bambola”) è infatti il vezzeggiativo di
Dorothy, la protagonista di questo film. Oppure più semplicemente il
termine baby doll sta a richiamare un capo vezzoso indossato dalle
bimbe.
La guepiere
Ideato da Marcel Rochas nel 1945, questo capo intimo è formato da un
bustino chiuso da ganci o laccetti cui viene applicato il
reggicalze. E’ usato dalle donne per modellare il seno e la vita,
per ottenere quello che si chiama “un vitino da vespa”. Il nome
“guepiere” viene infatti dal francese “guepe”, e significa “vespa”.
Il reggicalze
Le donne inglesi furono le prime ad usarlo, all’incirca nel 1893. Ma
il “lancio” di questo capo avvenne nei primi anni del 1900. Famoso è
il film “L’angelo azzurro” in cui la provocante Marlene Dietrich lo
indossa con femminilità. Il reggicalze di solito si abbina al
corsetto o bustino che serve a mantenere le calze con delle
stringhe. Cominciò a diffondersi più rapidamente quando negli Stati
Uniti furono inventate le calze di nylon. Ma fin dall’inizio il
reggicalze fu considerato un capo provocante e troppo osè, quindi
usato dalle prostitute e snobbato dalle signore “per bene”. Negli
anni ’80 il reggicalze conobbe una ripresa. Alcuni film, come “Luna
di fiele” di Emmanuelle Seigner, esaltarono questo capo come emblema
della sensualità femminile.
Ad ogni donna il suo “intimo”
Se sei un tipo
romantico
i tessuti ideali sono il lino, la seta, il cotone, il sangallo. I
coordinati intimi di pizzo e chiffon sono i preferiti, insieme a
body e bustier non molto provocanti, ma che puntano semmai sulle
trasparenze. I colori adatti sono quelli pastello (rosa, azzurro,
verde chiaro, arancio non molto acceso, lilla), le tonalità naturali
come panna e beige, e ovviamente il bianco con l’aggiunta di pizzi e
merletti. Anche le sottovesti di seta un po’ retrò sono l’ideale per
chi ha un animo romantico.
Se sei un tipo “trendy”
meglio puntare su colori forti, accesi, gradazioni decise, toni
dell’argento e dell’oro. L’ultimo tocco trendy della stagione è
l’abbinamento lingerie/ accessori. Via libera a collane, bracciali,
piercing sull’ombelico, cavigliere.
Se sei un tipo chic, ma trasgressivo
prova lo stile “mistress” da donna dominatrice. Scegli body o
completi rigorosamente neri, in pelle, cuoio o in pizzo.
Se sei glamour, ma poco maliziosa
punta sullo stile da “collegiale”. Utilizza colori neutri o tinte
pastello, abbinati a modelli basic. Una scollatura non molto
appariscente darà quel tocco malizioso che non fa mai male.
Link a siti web che trattano di biancheria intima femminile
Tezenis
Un sito “techno” e cosmopolita che rispecchia in pieno lo stile dei punti vendita “Tezenis”. Nel sito si trova la collezione inverno 2007 con i rispettivi prezzi, la storia del marchio, la sezione “job” dove poter inserire il proprio curriculum..
Sloggi
Il sito della casa di produzione di biancheria intima che vide la luce nei primi anni ’80. Si può visionare l’ultima collezione di intimo donna/uomo, la mappa dei punti vendita in Italia, la sezione “intrattenimento” per scaricare sfondi per il desktop e cartoline.
Intimissimi
Il sito presenta la collezione autunno/inverno 2007 per uomo e donna, con cenni sul marchio franchising Intimissimi (che comprende anche Calzedonia e Tezenis). La sezione “job” è utile per chi desidera lavorare in uno dei suddetti punti vendita in tutta Italia.
Fruscio
L’azienda- abbastanza giovane sul mercato- presenta in questo sito ai clienti già acquisiti e a quelli potenziali una vasta gamma di capi di biancheria intima. Le foto sono accattivanti, c’è un’apposita sezione in cui l’azienda parla di se stessa, e anche qui una sezione “job” per inviare le proprie candidature.
Lovable
Sulla home page del sito le ultime novità: Esalta, il reggiseno che esalta le forme, Fila Sportiva, il reggiseno sportivo su misura, e Fila dinamica, il reggiseno traspirante. Si può leggere la storia dell’azienda, i marchi, e si possono ricercare velocemente i capi desiderati selezionando dal menù a tendina la taglia, le coppe, il tipo di modello preferito.