Intimo donna e lingerie

Guida all'acquisto dell'intimo da donna e lingerie, con informazioni e consigli utili per la scelta del modello di intimo da donna più alla moda, ma anche dello stile più adatto al proprio look, per apparire in perfetta armonia anche sotto il vestito!
intimo donna e lingerie
Vi invitiamo quindi a leggere questa guida dedicata all'intimo da donna e alla lingerie, augurandoci che sia di vostro gradimento e possa esservi utile. Vi saremo grati se vorrete segnalarci eventuali imprecisioni o inesattezze rilevate.

La nascita della biancheria intima femminile:
quel tocco in più che fa davvero "femmina"

Possiamo collocare le origini della biancheria intima femminile nell’antica società egiziana. Le donne erano solite indossare le tuniche, fatte di lino e lunghe. Troviamo questo capo anche nella società greca e in quella romana. Nel periodo romano le donne usavano i mamillari (gli antenati del moderno reggiseno), che erano fasce di cuoio che servivano a comprimere il seno. Erano indumenti intimi diffusi anche i cestus, guaine che circondavano la vita, e le mutandae (la parola viene dal verbo latino “mutare”, e indica appunto che questo indumento veniva spesso cambiato e sottoposto a lavaggi).

Inizialmente la funzione di questi indumenti intimi è stata quella di nascondere le forme della donna, affinché il suo corpo non fosse valorizzato e messo in evidenza. Gli antichi Romani, per esempio, non amavano le donne con i seni grossi o cadenti. Per molto tempo questi indumenti non venivano neppure nominati, perché considerati qualcosa di “sporco”. Nel Medioevo nacquero le calze, che venivano indossate soltanto dagli uomini.

Nel periodo rinascimentale si diffusero le camicie e i mutandoni. Nacquero anche le prime giarrettiere, che servivano a stringere le calze sulle gambe. Nel Settecento le donne indossavano il paniere (una sorta di gabbia di vimini messa intorno alla vita), e il guardifante. Ma soprattutto si usavano le sottogonne, che si sovrapponevano una sull’altra per gonfiare le gonne. Nell’Ottocento il busto (o corsetto) fu l’indumento intimo più usato, e serviva per evidenziare il “vitino da vespa” delle donne.

Tutti questi capi intimi, particolarmente scomodi, costringevano le donne a sacrifici immani per indossarli. Il Novecento rappresenta un secolo di “liberazione”. Ci sono cambiamenti importanti nell’universo femminile, è il secolo dell’emancipazione sessuale. In questo periodo avviene anche la scoperta di nuovi materiali e tessuti che finalmente “alleggeriscono” gli indumenti intimi, rendendoli comodi da indossare e più belli da vedere.

Nel 1914 Caresse Crosby brevettò il reggiseno negli Stati Uniti. Nel 1937, sempre negli Stati Uniti, fu brevettato il filo di nylon. Ma dobbiamo aspettare il 1958 per l’invenzione del collant, cui si unì la diffusione della giarrettiera. Negli anni ’30 nascono i primi slip. Gli anni della seconda guerra mondiale furono molto bui dal punto di vista economico. Con gli anni ’50 l’intimo cominciò a diffondersi anche tra la massa. E’ di questo periodo la moda delle pin-up, donne particolarmente prosperose e che occupavano le copertine dei giornali indossando capi intimi succinti. Negli anni ’60 l’intimo femminile diventò un fenomeno di costume, pubblicizzato su giornali e Tv dalle attrici del cinema.

Negli anni ’70 esplose il movimento femminista, con le rivendicazioni di libertà ed emancipazione delle donne. In questo periodo si usavano particolarmente capi comodi ed elasticizzati (per esempio i panta-collant). Gli anni ’80 enfatizzano l’intimo come arma di seduzione femminile. Kim Basinger, nel film cult di questi anni “Nove settimane e ½ “ rilancia il potere seduttivo della sottoveste di seta.

Negli anni ’90 vengono messi in commercio e pubblicizzati modelli diversi di reggiseno, adatti ad ogni esigenza. Ad esempio, il Wordebra è il tipo di reggiseno più amato dalle donne: mette in evidenza il seno spingendolo in alto (effetto push-up). Questo miracoloso reggiseno è stato creato dallo stilista Luise Poirier, e fu lanciato dal marchio Playtex.

La testimonial della prima campagna pubblicitaria a livello internazionale fu la bionda modella Eva Erzigova. Oggi ormai si creano intere collezioni di biancheria intima, che vengono mostrate in passerella come qualsiasi altro capo di abbigliamento. Reggiseno e slip fuoriescono con più o meno charme dai vestiti, e vanno sempre più di moda pizzi e trasparenze.

I singoli indumenti intimi

Il reggiseno

Iniziamo dal reggiseno, il capo intimo più complesso dal punto di vista strutturale. Serve a contenere e modellare il seno, ci sono modelli per ogni tipologia ed esigenza.. Ma come si trova il reggiseno giusto? Ovviamente bisogna partire dalla taglia. Nei paesi anglosassoni per individuare la taglia di un reggiseno si tiene conto della circonferenza del torace sotto al seno. Alla misura così ottenuta si aggiungono 12,5 cm.. La dimensione della coppa, invece, si riferisce al volume del seno. Si ottiene sottraendo alla misura della circonferenza toracica (incluso il seno) la misura del reggiseno ottenuta prima. Ad ogni misura corrisponde una lettera (o coppia di lettere), e sono A-B-C-D-E. Noi usiamo un sistema di taglie molto più semplice.
 

Qui trovate una tabella orientativa taglia / coppa.


Le taglie vanno dalla prima alla decima. Le misure caratterizzate da coppe “B” corrispondono ad un seno medio, quelle con coppa “A” ad un seno scarso, quelle con coppa “C” ad un seno abbondante, e via discorrendo.

Le coppe di solito sono fatte in tessuto e hanno forma di triangolo o mezzaluna. La forma convessa viene ottenuta attraverso cuciture o un sistema di lavorazione detto “preformatura”. Possono essere riempite con materiale sintetico o strati di tessuto spesso uno sull’altro. Le coppe vengono unite ad uno degli angoli creando un incrocio che permette di alzare e separare i seni in maniera più evidente.

Le coppe vengono trattenute dalle spalline (elasticizzate e regolabili in lunghezza).

La fascia orizzontale di sostegno si apre di solito sulla schiena per comodità, ma alcuni reggiseno presentano un’apertura centrale sul seno. Sono le coppe a definire e differenziare i vari modelli di reggiseno. Quelli a “triangolo”, perché appunto di forma triangolare, sono di sicuro i più comodi e contenitivi, preferiti dalle sportive per la loro vestibilità e praticità.

Poiché non hanno il minimo rinforzo, sono adatti per chi ha un seno tonico, alto e senza smagliature. I reggiseno a “balconcino” presentano la caratteristica di lasciare scoperta la metà superiore del seno. Le coppe sono spesso imbottite di olio o silicone per dare al seno una forma più adeguata.

L’effetto push-up può essere ottenuto anche utilizzando imbottiture che si rimuovono all’occorrenza. Alcuni reggiseno hanno spalline che si possono posizionare a seconda della scollatura indossata, anche con un incrocio dietro la schiena. Poi ci sono anche i modelli a “bustino” che coprono e sostengono sia il seno che la vita, svolgendo una funzione contenitiva e di sostegno. I reggiseno “a fascia” possono essere elastici o rigidi, non hanno spalline.

Sono adatti per abiti scollati. I reggiseno “senza ferretto e coppa piena” sono fatti soltanto di tessuto, senza altre aggiunte, e sono indicati per chi ha una taglia dalla terza in poi. I reggiseno “preformati” hanno coppe che si adattano alla forma del seno, ideali per donne che hanno una taglia abbondante. Esistono anche reggiseno “invisibili”, formati da due coppe di silicone che vanno applicate direttamente sul seno.

Consigli per scegliere il reggiseno giusto

E’ importante indossare un reggiseno della propria taglia (mai acquistarne uno troppo stretto solo per ottenere l’effetto push-up)! Il reggiseno non deve costringere il seno in maniera innaturale. Alcuni studi hanno evidenziato che le donne con seno abbondante che non utilizzano il reggiseno adatto (con relativo sostegno) sono più soggette a dolori di schiena.

Controllare che i ferretti non si conficchino nella pelle o non fuoriescano dal tessuto. Inoltre si deve scegliere il reggiseno tenendo conto di fattori contingenti, quali il peso corporeo e il ciclo mestruale (di solito in questo periodo si verifica un naturale aumento del seno). Alcune marche di reggiseno hanno vestibilità più comoda, altre invece puntano sull’estetica, trascurando la comodità.

Lo slip da donna

Agli inizi del 1500 le mutande erano lunghe, di seta, di velluto, o in tessuto leggero come il lino. Gli uomini non erano soliti indossarle, e le donne che lo facevano non erano considerate di “classe”. Nel XIX° secolo si diffusero le mutande a “pagliaccetto”, che si avvicinavano alle moderne mutandine, ma erano indossate esclusivamente dalle bambine. La mutandina in cotone cominciò a diffondersi negli ultimi anni del XIX° secolo. Nel XX° secolo indossare questo capo intimo divenne la regola, anche perché le gonne cominciarono ad accorciarsi e le parti intime esigevano protezione.

Inoltre in questo periodo furono scoperti tessuti sintetici quali il nylon il poliestere. La prima mutandina “moderna”, come quella che indossiamo noi oggi, fu creata nel 1920. Anche questa volta ad indossarla per primi furono i bambini.

Varie tipologie di slip

Slip normali o a vita bassa
sono questi ultimi la vera “rivoluzione” di questi anni. Sono l’ideale per chi indossa indumenti a vita bassa. Per alcuni lasciare intravedere una bella mutandina dai pantaloni fa anche tendenza. De gustibus non disputandum est, dicevano i Romani. Ma mi raccomando a non perdere mai il buon gusto.

Il tanga
a chi si deve l’invenzione di questo capo intimo? Sembrerebbe ad una ragazza italo-brasiliana, una certa Rose di Primo. Per attirare gli sguardi maschili ad una festa sulla spiaggia di Rio de Janeiro pensò bene di tagliuzzare il suo costume ricavandone…. Il tanga, appunto. Ben presto questo capo fece furore sulle spiagge brasiliane, e non solo. Secondo quel che si dice, la ragazza fu talmente sconvolta dall’invenzione che aveva fatto, che dopo qualche anno si fece monaca…

Cosa è il tanga? Si tratta di uno slip alquanto sgambato, che si lega ai fianchi con un nastrino o cordone. E’ particolarmente adatto quando si indossano gonne o pantaloni a vita bassa, perché è meno alto (e quindi anche meno visibile) rispetto ad uno slip normale. Non va confuso con il perizoma, altro tipo di slip che negli ultimi anni sta riscuotendo grande successo femminile (ma anche gli uomini lo indossano, in alcune circostanze). Il perizoma fu lanciato da un produttore newyorkese di biancheria intima nel 1981.

E’ un tipo di slip solitamente sgambato (ma può anche non esserlo), caratterizzato da una striscia di tessuto sul lato posteriore, che lascia scoperte le natiche. Oltre ad essere considerato un capo molto sexy, il perizoma è giudicato da molte donne più comodo di un normale slip perché si mimetizza bene sotto gli indumenti. Il termine perizoma viene dal greco perì- zoma (cingere intorno), e indicava una striscia di tessuto che copriva le parti intime. Gli inglesi usano il termine “string” per indicare un perizoma molto più succinto. In Spagna chiamano in modo ironico il perizoma “el hilo dental” (il filo interdentale).

La brasiliana
anche questo tipo di slip non va confuso con il perizoma. E’ a metà strada tra il perizoma e lo slip. Il triangolo (che può essere di tessuto, ma anche di lycra), che contiene i fianchi va a coprire una parte del sedere, che invece il perizoma lascia scoperto del tutto.

La culotte
è quel tipo di mutanda femminile che copre i fianchi e scende sotto i glutei. La parola viene dal francese “cul”, che significa appunto “sedere”. La culotte può essere di cotone, di seta, elasticizzata. C’è anche la variante “culotte a perizoma”.

Il baby-doll
E’ un indumento intimo femminile che si usa durante la notte. Di solito è una camiciola corta a cui si abbina lo slip dello stesso colore o con disegni. Può essere di seta, di tessuto sintetico, trasparente. Il “lancio” di questo capo intimo sexy e sfizioso venne con un film del 1956 interpretato dall’attrice Carrol Baker . “Doll” (dall’inglese, significa “bambola”) è infatti il vezzeggiativo di Dorothy, la protagonista di questo film. Oppure più semplicemente il termine baby doll sta a richiamare un capo vezzoso indossato dalle bimbe.

La guepiere
Ideato da Marcel Rochas nel 1945, questo capo intimo è formato da un bustino chiuso da ganci o laccetti cui viene applicato il reggicalze. E’ usato dalle donne per modellare il seno e la vita, per ottenere quello che si chiama “un vitino da vespa”. Il nome “guepiere” viene infatti dal francese “guepe”, e significa “vespa”.

Il reggicalze
Le donne inglesi furono le prime ad usarlo, all’incirca nel 1893. Ma il “lancio” di questo capo avvenne nei primi anni del 1900. Famoso è il film “L’angelo azzurro” in cui la provocante Marlene Dietrich lo indossa con femminilità. Il reggicalze di solito si abbina al corsetto o bustino che serve a mantenere le calze con delle stringhe. Cominciò a diffondersi più rapidamente quando negli Stati Uniti furono inventate le calze di nylon. Ma fin dall’inizio il reggicalze fu considerato un capo provocante e troppo osè, quindi usato dalle prostitute e snobbato dalle signore “per bene”. Negli anni ’80 il reggicalze conobbe una ripresa. Alcuni film, come “Luna di fiele” di Emmanuelle Seigner, esaltarono questo capo come emblema della sensualità femminile.

Ad ogni donna il suo “intimo”

Se sei un tipo romantico
i tessuti ideali sono il lino, la seta, il cotone, il sangallo. I coordinati intimi di pizzo e chiffon sono i preferiti, insieme a body e bustier non molto provocanti, ma che puntano semmai sulle trasparenze. I colori adatti sono quelli pastello (rosa, azzurro, verde chiaro, arancio non molto acceso, lilla), le tonalità naturali come panna e beige, e ovviamente il bianco con l’aggiunta di pizzi e merletti. Anche le sottovesti di seta un po’ retrò sono l’ideale per chi ha un animo romantico.

Se sei un tipo “trendy”
meglio puntare su colori forti, accesi, gradazioni decise, toni dell’argento e dell’oro. L’ultimo tocco trendy della stagione è l’abbinamento lingerie/ accessori. Via libera a collane, bracciali, piercing sull’ombelico, cavigliere.

Se sei un tipo chic, ma trasgressivo
prova lo stile “mistress” da donna dominatrice. Scegli body o completi rigorosamente neri, in pelle, cuoio o in pizzo.

Se sei glamour, ma poco maliziosa
punta sullo stile da “collegiale”. Utilizza colori neutri o tinte pastello, abbinati a modelli basic. Una scollatura non molto appariscente darà quel tocco malizioso che non fa mai male.

Link a siti web che trattano di biancheria intima femminile

Tezenis

www.tezenis.it

Un sito “techno” e cosmopolita che rispecchia in pieno lo stile dei punti vendita “Tezenis”. Nel sito si trova la collezione inverno 2007 con i rispettivi prezzi, la storia del marchio, la sezione “job” dove poter inserire il proprio curriculum..


Sloggi

www.sloggi.com

Il sito della casa di produzione di biancheria intima che vide la luce nei primi anni ’80. Si può visionare l’ultima collezione di intimo donna/uomo, la mappa dei punti vendita in Italia, la sezione “intrattenimento” per scaricare sfondi per il desktop e cartoline.

 

Intimissimi

www.intimissimi.it

Il sito presenta la collezione autunno/inverno 2007 per uomo e donna, con cenni sul marchio franchising Intimissimi (che comprende anche Calzedonia e Tezenis). La sezione “job” è utile per chi desidera lavorare in uno dei suddetti punti vendita in tutta Italia.

 

Fruscio

www.fruscio.it

L’azienda- abbastanza giovane sul mercato- presenta in questo sito ai clienti già acquisiti e a quelli potenziali una vasta gamma di capi di biancheria intima. Le foto sono accattivanti, c’è un’apposita sezione in cui l’azienda parla di se stessa, e anche qui una sezione “job” per inviare le proprie candidature.


Lovable

www.lovable.com

Sulla home page del sito le ultime novità: Esalta, il reggiseno che esalta le forme, Fila Sportiva, il reggiseno sportivo su misura, e Fila dinamica, il reggiseno traspirante. Si può leggere la storia dell’azienda, i marchi, e si possono ricercare velocemente i capi desiderati selezionando dal menù a tendina la taglia, le coppe, il tipo di modello preferito.