Gonna
Viva la donna con la gonna! Guida alla scelta della gonna più adatta alla nostra silhouette, con cenni storici e curiosità
E’ inutile negarlo: i
tempi cambiano, le mode non frenano la loro inarrestabile corsa
verso il futuro, ma la gonna resta l’arma di distruzione di massa
più potente.
Quanti uomini ne sono rimasti vittime? E quanti ancora periranno,
schiacciati dal fascino e dalla seduzione sprigionata da questo
scampolo di tessuto che la donna, come la più abile tra le
fattucchiere, sa indossare con sapienza e portamento regale?
La gonna ha fatto innamorare un’inimmaginabile quantità di uomini,
deboli e fragili di fronte ad un corpo femminile abilmente velato e
continua, imperterrita, la sua straordinaria opera. Ancora oggi, e
così sarà sempre.
Diffidate dall’uomo che preferisce un corpo nudo da uno ben
disegnato, seppur coperto: da che mondo è mondo, il vedo-non vedo ha
raccolto cuori su cuori, trafitti da tanto ardore e da tanta
invalicabile perfezione.
E questo vale anche per le donne: non sono solo gli uomini a saper
apprezzare la bellezza femminile. Anche la donna stessa sa valutare
e notare le altre e di certo sa comprendere quanto conta saper
indossare i propri abiti, gonna compresa.
Sapersi presentare al mondo, sapersi mostrare agli occhi degli altri
ancheggiando su tacchi 12 vertiginosi, con il corpo fasciato ad arte
da un seducente tailleur la cui gonna fa intravedere le curve più
sinuose, è davvero un talento innato. Una prerogativa tutta al
femminile.
Dunque lasciatevi tentare ed incantare da uno degli indumenti più
storici del guardaroba femminile e se intendete scoprire e decifrare
il segreto del fascino e della seduzione femminile, non dovrete far
altro che spalancare le ante degli armadi (immagino stracolmi!)
delle vostre donne: vi troverete presto davanti ad uno spettacolo
inimmaginabile, lo show della grazia tentatrice e dello charme che
non perdona.
Va in scena la gonna, l’indumento principe che contraddistingue e
dipinge l’anima, l’energia e l’eros che ogni donna sprigiona.
Una rivoluzione chiamata minigonna
Torniamo indietro nel
tempo, con passo svelto e con occhio attento.
La vostra mente sarà più lucida che mai al solo pensiero dei primi
anni ’60. Tanti sono stati gli avvenimenti che si sono susseguiti ed
accavallati a quel tempo, erano anni violenti.
Turbolenti. Burrascosi. Certamente imprevedibili, le cui voci
riecheggiano ancora oggi nella storia che leggiamo e studiamo su
qualsiasi manuale.
Ma concentriamo in particolar modo su un solo anno, precisamente il
1963.
Cosa vi fa venire in mente? Sono certa che vi torneranno in testa le
notizie circa l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace al grande
Martin Luther King, certamente un episodio che ha segnato la storia
civile ed umana di tutti noi.
Potrà inoltre tornarvi alla mente l’annuncio dell’inizio della
guerra in Vietnam, anche questo un evento straordinario dai risvolti
apocalittici e disastrosi che ha sconvolto e piegato con violenza le
pagine della storia mondiale contemporanea.
Ma un’altra rivoluzione era alle porte, certamente non paragonabile
in termini umani alle due appena citate, ma in un modo o nell’altro
altrettanto clamorosa e straordinaria dal punto di vista estetico,
civile e morale.
Correva infatti l’anno 1963 quando la ventunenne stilista di teen
fashion (moda giovane) Mary Quant esporta dalla capitale britannica
uno dei capi di abbigliamento che stravolgeranno l’intero fashion
system internazionale: la minigonna.
Realizzata con la poca stoffa a disposizione, l’indumento riusciva a
coprire a malapena il minimo indispensabile e lasciava praticamente
scoperte le gambe. Una rivoluzione vera e propria non solo nel
guardaroba femminile, ma anche e soprattutto nello statuto civile e
morale di allora: l’invenzione non esitò a destare critiche,
obiezioni, accuse e proposte di censure e sanzioni.
Ma, la storia può confermarlo, la moda schiacciò ogni vena di
disapprovazione, condanna, biasimo e critica e la minigonna entrò
nelle grazie di ogni donna che volesse farsi notare per la sua
eleganza e la sua modernità.
Già perché la minigonna era sinonimo di attualità e progresso e chi
ne indossava una sapeva e mostrava di essere al passo con i tempi.
Certamente ad apprezzarla non furono solo e soltanto le donne, anzi.
Agli uomini inniziò a venire il torcicollo a forza di voltarsi,
magari per strada, pur di ammirare il fascino seducente di un
indumento così rivoluzionario ma mai volgare indossato da una
ragazza graziosa ed elegante nel portamento.
Per rendere onore ad un capo d’abbigliamento (che sia una gonna, una
camicia, una cintura, una cravatta o un paio di pantaloni) non basta
infilarsela ed uscire di casa.
Assolutamente no, toglietevelo dalla testa.
Saper indossare un capo, questo è il segreto della gonna
Farlo vivere sulla
nostra pelle, farlo scivolare di fronte agli occhi degli altri che
ammirano la nostra camminata elegante, la nostra grazia,
l’accostamento giusto e lo charme delle nostre espressioni. E per un
indumento così difficile come la minigonna, questa regola vale
indiscutibilmente doppio.
Una minigonna non va volgarizzata con accessori e complementi
d’abbigliamento eccessivamente vistosi. Perché il compito di
provocare e attirare l’attenzione è già svolto dalle nostre gambe,
in bella mostra e in vista, sotto quella microporzione di tessuto.
No quindi al mix tacchi vertiginosi, minigonna e magliette scollate:
il volgare, nella moda, è sempre dietro l’angolo e con un
accostamento sbagliato (di forme, proporzioni, colori m anche
tessuti) si rischia di guastare anche il corpo più bello o
l’indumento più prezioso.
Fate attenzione quindi, perché la minigonna concede molto allo
sguardo altrui ma pretende molto da chi la indossa: eleganza,
raffinatezza, buon gusto e, soprattutto, buon senso. Insomma, croce
e delizia.
Gonna o pantalone? Tutt’e due!
Siete indecise
sull’abbigliamento di quella serata così importante che
inesorabilmente si avvicina?
Non vi sentite in forma e optereste volentieri per quel paio di
pantaloni nuovi se non fosse che l’esagerata elasticità del capo non
vi fa stare bene, così troppo fasciate ed aderenti?
Non vi sentite a vostro agio nella minigonna che vi ha consigliato
d’indossare la vostra amica “che vi sta da Dio”, ma non volete
rinunciare a valorizzare le vostre esili e slanciate gambe?
Bene, ho qui quello che fa per voi, la soluzione a tutti i vostri
problemi fashionisti.
Il trucco è tutto in due parole che insieme compongono un termine
all’apparenza ibrido e neutrale, ma che invece formano una squadra
d’attacco di tutto rispetto: eccovi presentata la gonna-pantalone,
la protagonista delle pazze e glitterate notti in discoteca agli
albori degli anni ’90 , avvistata recentemente di nuovo sulle
passerelle dei più noti stilisti del prèt-à-porter.
La gonna a portafoglio
E perché, invece, non
puntare sulla cosiddetta gonna a portafoglio? Immaginate la stoffa
che amate di più o il vostro tessuto preferito che, avvolta intorno
alla vostra vita, verrà a chiudersi proprio a portafoglio sul
davanti, grazie a due o più bottoni che vi garantiranno confort e
leggerezza.
Una gonna che, con una manciata di bottoni o di nastrini, saprà
rendervi la principessa più elegante e raffinata del pianeta Terra.
La gonna a portafoglio, poi, sta bene davvero a tutte. Non richiede
un fisico statuario e delle gambe dritte come il fusto di un albero,
ma dona leggerezza e raffinatezza anche alle meno dotate (ovviamente
sempre parlando di gambe).
E’ una gonna che perdona i lievi difetti fisici, insomma, che non
esige la perfezione delle linee e che si concede favorevolmente a
tutte. Belle e brutte.
La gonna longuette
Nella nutrita schiera
di aficionadas alle gonne di ogni sorta, ci sarà sempre qualcuna che
non sa di cosa sto parlando, o meglio, del tipo di gonna che ho
appena introdotto.
Forse, anzi sicuramente, ne avrete indossata una almeno una volta
nella vostra vita e non sapevate minimamente di andare in giro a
bordo di uno stupefacente esemplare di gonna longuette.
Questo modello si riferisce specificatamente alle gonne che superano
in lunghezza il ginocchio rispetto alle più classiche, alle gonne
standard che si fermano notoriamente lì.
E’ certamente presente nell’immaginario di tutte noi quando pensiamo
alle nostre mamme: ognuna di noi, se pensa per un attimo alla sua
carissima ed adorata mammina, se la immagina fasciata e vestita da
una gonna che scende fin oltre il ginocchio.
Bene, in quell’occasione nostra madre indossava una gonna longuette.
Tutto chiaro, ora?
Non pensate però che questo modello è indicato soltanto per le meno
giovani, anzi. Fareste un errore colossale che il mondo, con tutte
le sue passeggere e fluttuanti convenzioni in fatto di moda, non vi
perdonerà facilmente. La moda si sa, va e viene, e con essa anche le
gonne.
Gonna longuette compresa che ama disegnare le forme di giovani donne
e donne mature con la stessa leggiadria e la stessa morbidezza di
sempre.
Un consiglio: sotto una qualsiasi gonna longuette è preferibile e
raccomandabile indossare un bel paio di scarpe. Magari con qualche
dettagli prezioso, dal colore insolito o dalla forma particolare.
Il perché è presto detto: la lunghezza della gonna lascerà ampio
spazio all’immaginazione e visto che le gambe saranno entrambe ben
coperte, l’attenzione altrui andrà a cadere sull’unica parte ben in
mostra: i piedi. E dunque le scarpe.
La gonna a campana…o a ruota
Dicesi gonna a campana
quel particolare modello svasato la cui forma ricorda proprio quella
di una qualsiasi campana. Dite che quella che giace inerte nel
vostro armadio vostra non vi ricorda un dolce campanella? Provate ad
indossarla con garbo e fate una lieve giravolta e vedrete che
prenderà nuova vita.
D’altronde i capi di abbigliamento vanno vissuti, animati, mai
abbandonarli in un angolo dell’armadio e dimenticarsi di loro.
Piuttosto regalateli, ma non fateli morire.
Vi ricordo che una gonna a campana va indossata preferibilmente con
una scarpa piuttosto bassa, meglio se spianata. L’ideale sarebbe una
sobria ballerina: se il tessuto della gonna è senza troppe pretese
puntate su una calzatura leziosa, magari divertente e spiritosa.
Colorata.
Se invece la fantasia stoffa è già di per sé ambiziosa, lasciate
perdere le tonalità sgargianti e puntate su una ballerina a tinta
unita che richiami quelle della gonna. Niente di più facile.
La gonna a tubo
Strumento di seduzione
e vero oggetto del desiderio di uomini (che vorrebbero vederla
addosso a qualsiasi donna) e donne (che la adorano ma non possono
vedersela addosso), il classico tubino non lascia scampo.
Disegna forme e silhouette come e meglio di una matita a punta
morbida, scolpisce il fisico e non lascia spazio all’immaginazione e
alla fantasia: quello che c’è sotto al gonna, si vede.
Particolarmente aderente, la gonna a tubo non supera il ginocchio.
Esistono, però, alcuni modelli che vanno ben oltre la media
lunghezza fino a sfiorare le caviglie che lasciano sapientemente in
bella vista.
Le caviglie femminili, come le curve che mostra e dimostra questo
meraviglioso dono della moda, sono uno dei punti forti di ogni
donna. Carichi di erotismo e fascino, promettono il fascino divino
tipico del genere femminile che vanta questo ed altri mille assi
nella manica. Gli uomini vanno pazzi per questo modello. Non solo
perché tratteggia il corpo femminile, le sue curve e le sue forme,
ma perché non rende il resto minimamente volgare, anzi lo esalta
vivacemente.
Non è pretenziosa, non è eccessiva, e se nera è di una perfezione
estetica praticamente soprannaturale. Insomma, il capo
d’abbigliamento che non deve mancare nel guardaroba di nessuna
donna: non impegna e seduce. Oltre a corteggiare il vostro corpo e
quello degli altri. A buon intenditor…
Tanti tessuti diversi per la gonna
Quale tessuto
scegliere? C’è davvero l’imbarazzo della scelta.
Gli stilisti ormai si sono sbizzarriti fino a proporre
l’inverosimile in passerella, ma se volete puntare sul confort vi
suggerisco la seta ed il jersey, perfetti in ogni occasione.
Aggiungo anche la viscosa, più morbida e fluttuante, e il jeans,
ormai tessuto principe di ogni capo di abbigliamento possibile ed
immaginabile.
Ovviamente la scelta deve contemplare anche il modello della gonna,
la stagione in cui vi apprestate ad indossarla e soprattutto
l’occasione o l’evento a cui dovrete presenziare.
Dunque, che dire, fate vobis. Confido nel vostro buon gusto e, come
accennato a proposito della miniskirt, del vostro buon senso.
Fondamentale in ogni campo e occasione, specialmente in fatto di
moda.
Link a siti web utili per saperne di più sulla gonna e per comprare online
STYLE.IT
Il sito offre una panoramica sulle ultime tendenze degli stilisti internazionali più noti e più celebrati
FASHIONLAW.NET
www.aidanews.it/articoli.asp?IDArticolo=4330
Una retrospettiva sull’invenzione della minigonna, l’indumento che ha rivoluzionato il mondo della moda
www.verycool.it/2006/04/21/le-gonne-di-miuccia-prada-in-mostra-a-new-york/
Il sito offre informazioni sulla mostra itinerante delle gonne create da Miuccia Prada dal 1988 a oggi
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Moda donna e uomo delle più grandi griffe internazionali a prezzi concorrenziali.
GIRODIVITE
www.girodivite.it/La-minigonna.html
Il sito offre articoli e informazioni sull’accattivante (e controversa) storia della minigonna