Costume da bagno per uomo e donna

Beachwear, ovvero l’amico dell’estate di uomini e donne
Guida completa al costume da bagno per trovare il modello che fa più al caso vostro
Siete in procinto di partire per la vacanza del secolo e avete il terrore di pensare alle valigie da preparare? Tranquilli, basta cominciare a mettere dentro il necessario, ovvero il costume da bagno. Indispensabile per qualsiasi tipo di viaggio, sia che siate diretti ad una località marina (e in questo caso si rivelerà più fondamentale dell’aria che respirate), sia che vi stiate dirigendo alle terme o in montagna. Già perché il costume da bagno è sì sinonimo di mare ed estate, ma anche di crociera, di lago, di piscina, sauna e bagno turco. Insomma, è fondamentale sempre e poi che vi costa metterne uno in valigia? Non occupa mica poi così tanto posto!
Il costume da bagno da uomo
Il costume da bagno da
uomo è assolutamente poco impegnativo da descrivere e da illustrare.
Il discorso del beachwear, ovvero dell’intimo da bagno, segue
pedissequamente quello dell’underwear: ci sono uomini che
preferiscono lo slip, altri che si sentono a proprio agio solo in un
comodo boxer o addirittura in un bel paio di bermuda.
Le fantasie, poi, sono davvero le più disparate. Classiche o
stravaganti, più chic e ricercate per chi davvero pretende molto
dalla sua mise. Se intendete regalare un costume da bagno al vostro
partner o al vostro amico, dovete per prima cosa informarvi quale
modello preferisce indossare. C’è chi non fa distinzione di sorta ed
arriva a prediligere davvero tutte le tipologie, ma c’è anche (e
sono molti, giustamente) che seguono una linea ben precisa. Vuoi per
comodità, vuoi per abitudine, vuoi per nascondere qualche
difettuccio, vuoi per un più generale e generalizzato gusto
personale, spesso gli uomini scelgono quel modello e decidono che
quello sarà lo stesso per tutto il resto della loro vita.
D’altronde se un uomo si piace solo in slip, si sentirebbe smorzare
in un (più coprente) boxer! O, viceversa, se ci si sente a proprio
agio solo se coperti fino alle ginocchia dal costume, difficilmente
ci si tufferà al mare o in piscina con un ridottissimo slip! Ormai
si vede davvero di tutto in spiaggia, persino uomini in tanga e
perizoma. Se decidete di acquistarne uno, abbiate la premura
d’informarvi se potrebbe essere gradito a colui che lo riceverà:
qualora non avesse nemmeno la più pallida idea di cosa sia quello
scampolo di tessuto elastico, una volta scartato il regalo si
troverebbe nell’imbarazzo di dover esclamare “Ma è uno scherzo?”
Prevenire è meglio che curare, ormai lo sanno tutti. Quindi se
dovete acquistare un costume da bagno per voi non ci sarà il minimo
problema: basterà dirigersi verso il negozio specializzato o di
articoli sportivi più vicino a casa vostra e scegliere il modello
che indossate più volentieri; ma qualora il costume da bagno
rappresenti il regalo per qualche maschietto di vostra conoscenza,
informatevi preventivamente sulla tipologia prescelta e prediletta
e, magari, anche sul colore o sulla marca preferita. E tutto,
vedrete, filerà liscio come l’olio.
Il costume da bagno da donna
Qui il discorso si fa più
complicato, a tratti spinoso. La moda si è davvero sbizzarrita nel
mondo del beachwear femminile, arrivando a proporre bikini con
diamanti incastonati o addirittura di plastica e plexiglas. Qualora
non apparteniate alla categoria di coloro “che se li possono
permettere” o a quella di coloro “che vogliono e possono osare il
materiale techno”, suggerisco di volare più a bassa quota e, magari,
di scegliere tra gli innumerevoli modelli e tessuti proposti dalle
griffe più note.
Puntate su un bikini crochet, tempestato di paillettes (che fa molta
luce e cattura l’occhio) o magari metallizzato. Via libera anche ai
costumi da bagno etnici o a tinta unita, ma anche a quelli dalle
fantasie optical e dal sapore esotico. La regola è: farsi notare
senza esagerare.
Le donne in costume da bagno ed il cinema
Da sempre le donne in
costume da bagno sono state muse ispiratrici di artisti, fotografi,
registi ed ovviamente stilisti. Il costume da bagno, che rende la
donna ancor più fascinosa ed intrigante (con quel classico vedo-non
vedo), sono presenti in un’interminabile serie di film. Pensiamo
alla Bond Girl Ursula Andress che uscendo dall’acqua in “Agente 007,
Licenza di uccidere”, rappresenta l’icona sexy della donna in
bikini. E’ suo, infatti, il primo posto nella classifica stilata da
un noto quotidiano inglese che elenca i bikini migliori della storia
cinematografica mondiale: quelli più belli e seducenti, quelli
memorabili e più riusciti, insomma, quelli che nessuno dimentica.
E’ di un’altra Bond Girl il terzo posto: stavolta è Halle Berry a
salire sul podio, nell’altro 007 “La morte può attendere”. Stesso
copione (la donna, come la più bella ed incantevole tra le sirene,
esce dall’acqua come e meglio di Venere), stesso effetto. Seguono a
ruota la Charlie’s Angel Cameron Diaz e Bo Derek, resa celebre dalla
moltitudine di perline che ornava i suoi capelli in “Ten”, glorioso
film del 1979. Ma non dimentichiamoci però della naturalissima
Jessica Alba e della mitica ed intramontabile Brigitte Bardot. Nella
classifica è presente perfino il protagonista di Borat, ovvero Sacha
Baron Cohen, che si conquista un posto per l’esilarante slip verde
mela (con bretelle) indossato nel film.
Un costume da miss
Da sempre le aspiranti
bellissime al titolo di Miss Italia (ma anche a qualsiasi altro
concorso di bellezza nel mondo), sono chiamate a sfilare in
passerella, di fronte alla giuria che dovrà decidere dell’eventuale
selezione e vittoria, in ridottissimi costumi da bagno. Intero o a
due pezzi, il costume da bagno mostra le forme della candidata, i
suoi punti deboli e i suoi punti forti. Fisicamente parlando, ovvio.
Sfilare in underwear non sarebbe stato lo stesso: troppo intimo e
profondo, legato ad una sfera personale e privata, il beachwear si
presta meglio allo scopo. Più informale e spiritoso, sebbene
altrettanto “mostratutto” e rivelatore. Ovviamente ogni singolo
concorso di bellezza stabilisce canoni e norme relativi al decoro a
cui deve sottostare il costume da bagno: si devono sì mostrare forme
e portamento, ma al tempo stesso non si deve eccedere nel cattivo
gusto e nella volgarità. Ne risentirebbe non solo la moralità della
ragazza, ma anche la qualità della stessa manifestazione.
Ma i costumi da bagno fotografati non sono soltanto quelli indossati
dalle miss, ma anche quelli di tutti i vip, stelle e stelline che
affollano le spiagge del pianeta e che si riversano nelle località
più esclusive, seguiti dai paparazzi che, come abili segugi, fiutano
mosse, spostamenti e movimenti, pronti a catturare con il
teleobbiettivo ogni bacio,carezza o tuffo dallo yacht.
Le origini del costume da bagno femminile
E’ estate, fa caldissimo,
siete in spiaggia sotto un rigenerante ombrellone, magari in prima
fila. Di fronte a voi, il solito via vai di gente che passeggia sul
lungomare. Osservate attentamente i loro costumi da bagno: gli
uomini si presentano nella solita variante (boxer o slip), qualcuno
azzarda anche un seminudo, ma le donne…le donne brillano per varietà
di forme, modelli e colori. Tra tanga e perizomi, topless, bikini e
costumi interi (magari anche olimpionici per le più sportive), c’è
solo da perder la testa. La donna è sempre meravigliosa, ma in
estate (qualsiasi siano le sue taglie e le sue forme), è ancora più
bella. Più affascinante, più maestosa. E l’uomo resta folgorato,
come sempre.
Ma se iniziate a pensare a quanta carne e pelle nuda sia esposta ai
raggi del sole, capirete che non è sempre stato così. La donna non
ha sempre potuto esprimere a questi livelli la sua libertà, spesso
ostacolata da rigorose leggi etiche e da ferree norme di tutela del
buon costume e della morale comune. Per riacciuffare le origini del
costume da bagno al femminile, bisogna tornare con la mente
all’agosto del 1812, esattamente in Normandia, quando Ortensia del
Beauharnais, nonché regina d’Olanda, entra in mare sfidando le onde
con indosso un lungo abito pesante: una sorta di tunica che
comprendeva anche un pantalone ton-sur-ton e l’imprescindibile
corsetto.
Era considerato quasi un sacrilegio intravedere qualche centimetro
di pelle nuda della bianchissima dama, vietato in spiaggia come in
qualche squallido peschereccio. Ben dodici anni dopo, nel 1824, la
figlia di Francesco I (nonché moglie di Carlo Ferdinando di
Borbone), Carolina di Berry, è la pioniera di un’altra moda: entrare
in acqua completamente vestita, con un abito che comprendeva, per
l’esattezza, un abito di pesante panno, scarpe di vernice e calze di
lana e addirittura guanti, cappello ed ombrellino.
Ci si copriva anche per evitare di abbronzarsi: l’abbronzatura
apparteneva alle classi disagiate, ai lavoratori che, continuamente
esposti al sole del duro lavoro nei campi, non potevano ripararsi.
Ecco perché i nobili facevano di tutto (cipria compresa) per
apparire al limite dell’evanescenza. Per gli appassionati di storia
della moda e del costume, informiamo che il celebre (stilista Paul
Poiret eliminò da ogni guardaroba femminile il busto ed il corsetto,
consentendo alle donne di agire con più libertà, nonché di muoversi
e di respirare più facilmente.
Da allora tante sono state le novità eclatanti per quanto riguarda
gli abiti da indossare in spiaggia, tra l’altro sempre più ridotti:
pensate che già nel 1906, l’atleta Annette Kellermann, nuotatrice
australiana, si presentò ad una gara negli U.S.A. con un costume
intero che lasciava praticamente scoperte le cosce per intero: con
questo nuovo capo si poteva scivolare meglio nell’acqua, muovendosi
e nuotando con più libertà fisica.
E poi fu la volta della grande Gabrielle “Coco” Chanel, regina della
moda e della storia del costume, che nel 1920 diede il via alla moda
dell’abbronzatura: ecco allora che inizia a prender piede la
sfrenata febbre della tintarella, tutte sotto il sole ad arrostirsi
e a prender colore! Il fashion-look proposto da Chanel per le sue
donne al mare è sostituito da un paio di pantaloncini corti (tipo
shorts ma un po’ più lunghi) e dalle braccia lasciate scoperte: i
media e le istituzioni più rigide e moraliste iniziano ad allarmarsi
per tanta nudità, chiedendosi cosa ne sarebbe stato del senso del
pudore e del ritegno.
Nessuno però si aspetta la rivoluzione, si dice, che però
sopraggiunse puntualmente nel 1946 nella ville Lumière, a Parigi,
quando l’ingegner Luois Réard inizia a passare alla storia come
colui che inventò il bikini, un costume da bagno formato da due
pezzi che lasciava interamente scoperta la pancia. La prima che si
cimentò nell’opera d’indossarlo fu una sorta di streap-teaser,
Micheline Bernardini, ma le due donne che portarono a spasso per il
mondo e sugli altari della moda questa straordinaria innovazione
modaiola furono Brigitte Bardot, la diva che impazzava nella Saint
Tropez degli anni Cinquanta e la leggendaria Marilyn Monroe che
proprio nel film del 1953 “Niagara” portò sul grande schermo
quell’audace ed ancora esclusivo capo d’abbigliamento.
Due grandi dive per una storica rivoluzione, dunque. Da non
dimenticare, però, che se il bikini è divenuto il costume da bagno
occidentale per eccellenza, lo dobbiamo in parte anche e soprattutto
alla regina Margaret d’Inghilterra, immortalata dai reporter di
tutto il mondo mentre sbarcava a Porto Cervo dallo yacht dell’Aga
Khan proprio in bikini. Da allora ogni donna ne indossa uno e ne
acquista un paio ad ogni stagione. Gli stilisti ed i fashion
designer di tutto il mondo continuano a proporci questo capo
d’abbigliamento prettamente estivo in ogni forma e stagione, magari
coperto da una calda e maestosissima pelliccia o abbinato ad un paio
di moon boot, una sorta di scarponi doposci.
E noi, inevitabilmente, continuiamo ad innamorarci di questo capo
d’abbigliamento che ci consente di muoverci liberamente nell’acqua,
di starcene comodamente in spiaggia o di prendere il sole in tutto
relax. Se pensate alla consorte di Ferdinando di Borbone che non
dovette entrare in acqua solo con l’abito e le calze, ma anche con
le scarpe di vernice, i guanti, l’ombrello ed il cappello, pensate a
quanta libertà è concessa alle generazioni del nostro tempo che
possono permettersi di scorazzare per le spiagge del mondo con un
pratico costume intero, un ridottissimo bikini o addirittura, il più
sfrontato dei topless.
Link a siti web per saperne di più sui costumi da bagno
VICTORIA’S SECRET
http://www.victoriassecret.com
Il sito ufficiale del celebre marchio di underwear e beachwear
femminile
MISS BIKINI
http://www.missbikini.com
Nel sito troverete tutte le collezioni di costumi da bagno del brand
SUNDEK
http://www.sundekusa.com
Il sito ufficiale dell’inconfondibile marchio di beachwear per lui,
per lei e per i più piccoli
CALZEDONIA
http://www.calzedonia.it
Non solo calze, ma anche un’intera collezione di costumi da bagno
firmati Calzedonia
YAMAMAY
http://www.yamamay.com/07wi_i_default.htm
Yamamay offre non solo intimo, ma anche un’ampia gamma di modelli di
costumi da bagno
VERDISSIMA
http://www.verdissima.it
Il sito del marchio propone il catalogo dove potrete trovare
interessanti capi di intimo donna e moda mare