Cappello da uomo: scelta e acquisto

Tanto di cappello… da uomo! Chi crede che il cappello da moda sia definitivamente estinto e passato di moda si sbaglia. Il cappello da uomo, seppur non frequente come una volta, gode ancora di ottima salute e non sono solo gli uomini di una certa età a indossarli. Scopri di più su questo accessorio in grado di conferire eleganza e carattere a ogni tipo di abbigliamento!

Il cappello copre le teste degli uomini sin da tempi antichissimi. La sua funzione, pur essendo strettamente collegata all’aspetto “protettivo” della testa, ha comunque assunto in tutte le epoche anche un ruolo di prestigio, di autorità, di posizione sociale. Ne sono un classico esempio i favolosi copricapo dei Faraoni, dei Maharajà, dei re Maya, degli imperatori romani, dei papi, dei re di tutte le nazioni e tutte le epoche, fino a finire ai nobili e agli esponenti dell’alta società.

Scegliere il cappello da uomo

Il cappello da uomo

Sembra che il cappello faccia apparire più alto e più importante chi lo indossa, probabilmente a questo è dovuto l’atto di “scoprirsi” il capo in presenza di persone più importanti. Solo con l’avvento di consuetudini più libere ed informali, il cappello ha perduto parte della sua importanza e, pur non perdendo completamente la sua valenza estetica, esso è tornato a svolgere preminentemente la sua naturale funzione di coprire e proteggere il capo dal freddo, dal caldo eccessivo o dalla pioggia.

Molto interessante all’indagine si presenta il cappello “militare”, nella sua plurisecolare storia, ma sarebbe un argomento troppo vasto da affrontare, perciò ci limiteremo a parlare del cappello “civile”. Nell’epoca moderna, il tipo di cappello usato nel nuovo modo di vestire nato nel ‘700 è il cilindro. Questo, inizialmente, aveva il corpo centrale non troppo alto e veniva accoppiato con il frac. Adottato inizialmente dagli inglesi, il cilindro si diffuse ben presto anche negli altri paesi europei; dopo la Rivoluzione francese conobbe diverse variazioni, sia in altezza che nel colore. Nella seconda metà dell’800 il suo uso quotidiano cominciò a diradarsi e il suo utilizzo venne limitato solo alle occasioni formali.

Prese invece il suo posto la bombetta, anch’essa rigida come il cilindro, ma più bassa e con il corpo centrale più rotondeggiante. La bombetta rimase in auge fino alla prima guerra mondiale, dopodiché cominciò a diffondersi la moda dei più pratici cappelli morbidi di feltro, usato fino ad allora solo per la caccia, la campagna, o da artisti e personaggi estrosi che volevano distinguersi dalla massa.

E’ solo dopo il secondo dopoguerra che il cappello ha smesso di essere considerato parte integrante dell’abbigliamento maschile, cosa impensabile fino ad allora perché nessun uomo elegante avrebbe osato presentarsi in pubblico senza cappello. Al giorno d’oggi c’è un vero e proprio rifiuto ad indossare cappelli formali, al massimo ci si limita a modelli più “sportivi”.

Cappello da uomo

Cappello, tocco di eleganza

Oggi sono pochi gli uomini che indossano un cappello, perciò è senz’altro più difficile passare inosservati con un borsalinood un panama sulla testa; forse per questo sono pochi i “coraggiosi” che osano indossarne uno. Naturalmente l’abbinamento e l’occasione giusta non sono facili da individuare, ed è molto facile cadere nel ridicolo. Ma il cappello, usato nei tempi e nei modi giusti, contribuisce sicuramente a conferire un aspetto piacevole ed elegante, a patto di sapere quale indossare e come portarlo.

Per raggiungere buoni risultati è bene fare la giusta scelta: l’altezza e la grandezza del suo corpo centrale e la larghezza della tesa (o falda) devono essere adeguate alla conformità del capo. Inoltre la proporzione del cappello deve essere in armonia con la propria corporatura; per esempio, una persona bassa di statura non dovrebbe indossare cappelli troppo voluminosi o dalle falde troppo larghe. Mentre, con un copricapo appropriato, anche la persona bassa può avere dei vantaggi estetici (come sembrare più alto).

Scegliere il cappello giusto

La prima cosa da comprendere è che non tutte le fogge di cappelli stanno bene a tutti, bisognerebbe provarne diversi (e casomai farsi consigliare) prima di scegliere il cappello da indossare, quello che fa per noi. Un uomo con il volto rotondo o con la barba dovrebbe indossare cappelli più ampi rispetto a persone col volto più sottile; infatti l’effetto ombra creato dal cappello grande snellisce un volto opulento, mentre fa scomparire un viso piccolo e affilato.

Anche la cupola centrale deve essere proporzionata alle dimensioni del viso, le sue dimensioni dovrebbero equivalere alla distanza dalla punta del mento fino alla metà della fronte; questo perché di solito il cappello viene calato fino a coprire metà della fronte. Così facendo vi sarà una gradevole simmetria tra l’altezza del corpo centrale del cappello e la parte del volto che sporge in fuori.

Ma vi è una eccezione per chi non è troppo alto, in questo caso è meglio che la cupola sia leggermente più alta del volto, in modo da conferire maggior altezza a chi lo indossa.

La larghezza del cappello deve essere della circonferenza del capo, ma va considerato il punto esatto dove lo si vuole calare. Sempre tenendo a mente quest’ultima indicazione è opportuno tenere presente, nell’acquisto di un cappello morbido, che con il tempo tende a restringersi e che, quindi, forse è meglio sceglierlo leggermente più largo.

Scegliere i materiali migliori per un cappello

Sicuramente tra i materiali per cappelli il migliore è il feltro. Questo è un materiale fatto di peli animali e di fibre naturali che, attraverso manipolazioni di pressatura e con l’azione del vapore, acquista una consistenza tale che lo rende robusto e resistente. Per queste sue caratteristiche il feltro si presenta come un materiale non solo resistente, ma anche dotato di una buona impermeabilità e leggerezza. In caso di necessità, per rimettere in forma un cappello di feltro si può agire col vapore, procedimento che sarebbe consigliabile fosse fatto da esperti.

Un cappello di feltro di qualità presenta sempre un nastro all’interno della cupola: di stoffa se estivo, di cuoio se invernale. Inoltre vi è anche un nastro all’esterno, alla base della cupola, che in genere è di seta pesante o di gros-grain; questo è cucito a mano e con un nodo sulla sinistra. Nei cappelli invernali la parte interna della cupola è foderata con una stoffa cucita a mano. In passato si sono usati anche cappelli confezionati con materiali più raffinati, come la lontra o il pelo di castoro.

La suddivisione del tono e del carattere del cappello è simile a quella degli altri capi di abbigliamento, cioè: formale, semiformale, casual, informale, sportivo.

Stili del cappello classico

Attualmente sono circa una decina i tipi di cappello classico che si trovano in commercio; si tratta di modelli collaudati che non passano facilmente di moda, mentre vi sono altri modelli senz’altro più attuali ma che lasciano il tempo che trovano.

  • FEDORA
    Fedora è forse il cappello di feltro più versatile e adatto per tutti i tipi di abbigliamento; questo trae il suo nome dal titolo di un melodramma scritto nel 1882 da Victor Sardou che fu scritto per la famosa Sarah Bernhardt. I modelli attualmente in commercio hanno subito delle varianti rispetto a quelli originali; il Fedora, oggi, è il classico feltro morbido con la falda flessibile a scatto che si porta con la parte anteriore della tesa rivolta all’ingiù. Naturalmente, alla base della cupola vi è l’immancabile nastro.
  • TRILBY
    Il Trilby, invece, rappresenta una variante americana della linea Fedora. Si presenta sfoderato, con il nastro esterno della cupola più esile del Fedora, e non ha la bordatura all’esterno della falda. Questo è il classico cappello che negli anni venti, in America, veniva immancabilmente accoppiato all’impermeabile.
  • BORSALINO
    Il Borsalino, denominazione ormai divenuta comune per qualunque cappello di feltro morbido, deve il suo nome alla famiglia di Alessandria che dal 1857 produce cappelli per il mercato mondiale. Si tratta del classico cappello da città adatto per ogni tipo di occasione, sia per il giorno che per la sera.
  • CILINDRO
    Cappello estremamente formale che si usa in rarissime occasioni e sempre rigorosamente con il tight o con il frac. Il cilindro è generalmente di seta lucida, semilucida, oppure di feltro pregiato. Questo cappello è denominato anche bomba, cappello a staio, a torre, a tuba, canna.
  • BOMBETTA
    Questo cappello dal sapore decisamente britannico, era usato esclusivamente di giorno, in sostituzione del cilindro. Caduto in disuso negli anni trenta, ha continuato ad essere indossato fino agli anni sessanta dai manager e dai funzionari della City di Londra, esclusivamente nella versione nera. Si tratta di un cappello rigido, di feltro, con la cupola tonda e la falda rialzata.
  • CAPPELLO FLOSCIO DA PESCATORE IRLANDESE
    Detto in inglese Irish fisherman’s hat oppure tweed fishing hat, questo è un cappello di stoffa in stile casual; presenta delle falde strette e rivolte in basso. Per le sue caratteristiche di morbidezza (può comodamente essere ripiegato e riposto in tasca) è particolarmente indicato per i climi variabili. Può essere di tweed, di tessuto pesante o leggero (impermeabile), oppure double face, l’interno di tessuto e l’esterno di tweed.Questo cappello fu reso famoso dal film My Fair Lady, nel quale era indossato dall’attore Rex Harrison; oggi fa parte dell’abbigliamento sportivo da città.
  • BERRETTO CON VISIERA
    Il berretto per guidare (driving cap) è un modello morbido di stoffa, di solito di tweed, che fece la sua comparsa all’inizio del ‘900, parallelamente alla diffusione dell’automobile. Poiché le prime automibili erano decappottabili, questo tipo di berretto era utile sia perché rimaneva ben saldo in testa, sia perché la visiera proteggeva gli occhi dai raggi solari o gli occhiali dalla pioggia. Oggi è ancora usato sia come cappello sportivo sia con l’abbigliamento casual.
  • TIROLESE
    E’ un cappello sportivo di origine del Tirolo austriaco. I suoi materiali possono essere il feltro di pelo di cinghiale, loden, velour verde scuro; in genere è di colore verde o grigio, la base della cupola è circondata da un cordone e in alcuni casi il nodo è ornato da piume di fagiano o piumetto di tasso. Usato in origine prevalentemente dagli appassionati
    di montagna, oggi si accoppia bene con giacche sportive, abiti spezzati, loden oppure impermeabili.
  • PAGLIETTA
    Cappello rigido dalla inconfondibile forma a “corona piatta” e con la falda medio larga. L’unico materiale con cui è fatta è la paglia, mentre il nastro alla base della cupola è di gros-grain nero, oppure blu o a righe colorate. Come cappello rappresenta un patrimonio della Belle époque, e gli uomini eleganti usavano indossarlo solo dalla primavera all’inizio dell’autunno.
  • PANAMA
    Cappello originario dell’Ecuador, da non confondere con i normali cappelli estivi di paglia, perché e confezionato con fibra elastica e resistente di una palma nana. Per questo il Panama è in grado di resistere senza rovinarsi anche a violenti acquazzoni. Un cappello pregiato dunque, di estrema eleganza e comodità che può essere trovato in due versioni: una leggera, morbidissima e pieghevole (che permette di arrotolare il cappello e riporlo nella sua custodia di legno); ed un’altra, simile alla precedente ma più rigida e dal costo decisamente inferiore (ma nonostante tutto elevato). Di solito nei modelli classici, il nastro alla base della cupola è nero e non troppo accentuato, ma può anche essere di altri colori. Vi sono signore talmente innamorate di questo cappello che fanno sostituire il nastro con un foulard colorato. Un cappello quindi con tanti estimatori che, fin dai tempi della vecchia Europa, si è visto indossare in posti di villeggiatura e termali come Baden Baden, Salsomaggiore terme, Montecatini.

Come portare bene il cappello

Può essere affascinante studiare i tanti modi di comunicare dell’uomo e della donna, e senz’altro l’abbigliamento riveste un ruolo decisivo nella comunicazione interpersonale. Ad esempio, un cappello con la falda calata sugli occhi può suggerire riservatezza e mistero, mentre con la falda diritta che lasci ben in vista il viso può comunicare una solare apertura.

Quindi è molto importante essere consapevoli di quello che possiamo comunicare anche con semplici accorgimenti, come il modo di indossare un cappello. Ogni minimo particolare può contribuire a creare un determinato look e, se non si vuol correre il rischio di avere un’aria trasandata, anziché rispecchiare una nostra intenzione casual, è bene fare più prove davanti a uno specchio.

Per quanto riguarda il cappello di feltro, il modo giusto di indossarlo è quello di prenderlo delicatamente per la falda e mai per il suo corpo centrale. Un particolare per quando non lo si indossa: le falde dovrebbero stare all’insù, appena indossato (con movimenti leggeri) la falda va fatta scattare all’ingiù, poi va fatto calare prima anteriormente e poi posizionarlo nella posa voluta. Naturalmente, come già accennato, quest’ultimo dettaglio va eseguito tenendo ben conto dell’umore del momento e di ciò che vogliamo comunicare.

Come abbinare bene il cappello all’abbigliamento

E’ superfluo dire che il tipo e il colore del cappello vanno abbinati all’abito che si indossa: classico col classico, sportivo con lo sportivo, ecc. Per quanto riguarda il colore, nel caso si indossi un cappotto o soprabito, questo va armonizzato con questi capi; mentre se non si porta né l’uno né l’altro, il colore del cappello deve sintonizzarsi con quello del vestito o delle scarpe.

E’ utile forse ricordare che, anche se non si usano più le stesse formalità di un tempo, un minimo di etichetta va comunque rispettata da chi indossa un cappello se non si vuole passare per volgari; perciò il cappello va tolto quando si entra in un edificio privato o pubblico, oppure, un gesto che ancora oggi è segno di rispetto è quello di togliere il cappello o, al limite, toccare la falda chinando il capo quando si incontra una signora conosciuta.

Cura e manutenzione

Anche il cappello, come i guanti, deve essere sempre impeccabile; senza un minimo di cura questo assume facilmente un’aria “sfatta”, come di qualcosa da buttare. Il cappello di feltro andrebbe spazzolato ogni tanto e, nel caso gli si voglia dare una pulitura più approfondita è bene trattarlo delicatamente con del vapore; mentre dal cilindro di seta la polvere va tolta con una pezza di velluto. Nel caso il cappello sia bagnato dalla pioggia è necessari aspettare che si asciughi completamente prima di spazzolarlo e mai, in nessun caso, va fatto asciugare vicino ad una fonte di calore.

Per rinnovare il cappello di feltro il sistema più efficace è l’uso del vapore, perché il vapore rinnova il feltro in maniera sorprendente. Il procedimento al vapore è semplice: far assorbire al cappello un po’ di vapore e poi modellarlo delicatamente con le dita. I cappelli andrebbero conservati in apposite scatole e con la falda ripiegata in posizione di partenza.

Cosa evitare in fatto di cappelli

  • Portare un cappello di feltro abbinato al giubbotto.
  • Indossare un berretto con un cappotto Chesterfield di cammello.
  • Indossare un borsalino blu per una gita in campagna.
  • Indossare un berretto con visiera a pelo lungo.
  • Cappello texano nero.


Una risposta

  1. marco

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