Orologio da polso

Guida all'acquisto dell'orologio da polso, per uomo e per donna, con informazioni e consigli utili per la scelta del modello di orologio più alla moda, ma anche dello stile più adatto al proprio look, per apparire in perfetta armonia con il proprio modo di essere e l'abbigliamento del momento.
Orologio da polso
Vi invitiamo quindi a leggere questa guida dedicata all'orologio da polso, augurandoci che sia di vostro gradimento e possa esservi utile. Vi saremo grati se vorrete segnalarci eventuali imprecisioni o inesattezze rilevate.

Cenni storici sull'orologio da polso

L’orologio serve per indicare l’ora, lo dice il nome stesso: dall’unione tra ‘hora’, ora, e ‘legein’, leggere. E’ un apparecchio pensato per misurare il tempo, o meglio il passare del tempo. L’esigenza è del resto comprensibile, perché il trascorrere delle ore scandisce le giornate, consente di organizzare la vita: è questa la motivazione alla base dell’invenzione dell’orologio, che non è peraltro moderna come sembra.
L’antenato del modello attuale risale al II Millennio a.c. e porta il segno della Cina, in cui viene progettata e realizzata la prima meridiana della storia.

Si tratta di uno strumento semplice: un palo piantato nel terreno, volto a registrare i cambiamenti in base alla luce del sole. Il tempo viene suddiviso misurando il tempo che intercorre dall’alba al tramonto, con la naturale conseguenza che l’estate e l’inverno comportano delle variazioni significative nella misurazione dell’arco temporale. Inoltre, in caso di maltempo, di giornate particolarmente nuvolose e durante la notte, non è possibile suddividere il tempo, per cui ci si dedica al più presto a nuove invenzioni basati su elementi meno variabili: nasce ad esempio la clessidra, che prevede un contenitore provvisto di fori e riempito di acqua. Il meccanismo è semplice e lineare, e nonostante i limiti oggettivi presenta il vantaggio di basarsi su un meccanismo costante.

Gli antichi egizi già le utilizzavano dal XV sec. prima di Cristo, mentre in Grecia prendono piede in particolar modo diversi secoli dopo, circa tre a.C., quando vengono utilizzate per la scansione del tempo durante le competizioni atletiche, i giochi olimpici, le deposizioni in tribunale. E proprio in questo periodo subentrano delle evoluzioni delle clessidre, gli orologi ad acqua, in cui due involucri collegati tra loro sono strutturati in modo da consentire il passaggio dell’acqua dall’uno all’altro.

Per un modello basato non sulle condizioni atmosferiche o sull’acqua, bensì sull’astronomia, di deve attendere fino al I sec. a.C., quando compare in Grecia la Macchina di Anticitera, che si fonda sui meccanismi della Luna in rapporto al Sole grazie ad un congegno con ruote dentate che calcolano il tempo in base ad una precisa regolazione.

Poi, finalmente, arriva l’orologio meccanico, più o meno nell’anno mille d.c., e il termine ‘orologio’ compare per la prima volta su un certificato francese datato 1176. Il tragitto verso l’Italia è breve, tanto che nel 1300 dei modelli grezzi di orologio meccanico si trovano addirittura nei monasteri, dove scandiscono rumorosamente ma con una certa precisione, la ritualità della vita monastica. Il legame con la dimensione religiosa perdura peraltro anche al di fuori dell’Italia, ad esempio in Francia, dove un campanile trecentesco sfoggia per primo l’orologio appeso sulla facciata frontale.

Dopo le versioni ‘da appendere’, le versioni ‘da tavolo’, composte da quadrante con unica lancetta e poi il celebre pendolo, inventato nel 1657 dall’astronomo olandese Christiaan Huygens: il pendolo è lungo novantanove centimetri e oscilla ad ogni secondo. L’innovazione è assoluta, introduce un meccanismo che avvicina ancora all’ambita meta della precisione, ma è ancora suscettibile di miglioramento, come dimostra il modello ‘a scappamento’ dell’inglese William Clement, che mette a punto un automatismo per cui il moto alternato tipico del pendolo si tramuta nel movimento rotatorio tipico degli ingranaggi. Lo scappamento ha molta fortuna e non si deve attendere molto perché facciano la loro comparsa le lancette, sia per segnalare i minuti sia, ma solo successivamente, per i secondi.

Sempre a Clement sembra sia dovuta la creazione di un modello a pendola basato sul meccanismo dello scappamento e delle lancette, con uno stile caratteristico: si tratta di un mobile che si sviluppa in altezza e contiene da una parte gli elementi dell’automazione e, bene in vista, il pendolo.

Nel 1714 viene addirittura bandito una sorta di concorso a premi da parte della Gran Bretagna per l’invenzione di un modello da destinare all’impiego sulle navi per la rilevazione della longitudine locale, importantissima per la navigazione.

Il premio viene vinto da un orologiaio di nome Harrison che mette a punto una versione in cui la misurazione del tempo riesce a non essere disturbata dalle oscillazioni e dai movimenti del mezzo: basta sincronizzare l’orologio sull’orario del porto dal quale si parte e, in base a questo, calcolare le differenze nella longitudine. Il sistema prescinde quindi dall’osservazione delle coordinate astronomiche.

Nell’Ottocento prende il via la produzione seriale, grazie al perfezionamento dei macchinari di produzione e la nascita di aziende specializzate destinate a diventare dei capisaldi del settore, come Tissot, Cyma, Zodiac, solo per citarne alcune.
Nel 1813 nasce l’orologio da polso, o meglio, compaiono i primi sistemi finalizzati a fissare sul braccio l’orologio da tasca, e in particolare per le donne vengono realizzati dei bracciali in grado di incorporarlo.

Nel 1900 i primi cinturini, le prime pubblicità sulle riviste e nel 1928 appare l’orologio al quarzo. Per quarzo si intende un cristallo che, vibrando in modo regolare secondo un automatismo meccanico, consente di calcolare il tempo. In questa fase il meccanismo si applica prevalentemente agli orologi da tavolo, perché è comunque ingombrante, ma dopo qualche decina di anni l’elettronica riesce ad armonizzarla con le caratteristiche degli orologi da polso, che salgono quindi di livello sotto il profilo della precisione.

In questi anni l’orologio inizia ad evolvere verso la dimensione di strumento di precisione, e arrivano quindi i cronografi pensati inizialmente per gli atleti, gli automatici da polso, i modelli per gli aviatori che rilevano il ‘punto aereo’ mentre si è in volo.

E, negli anni Sessanta, tecnicamente parlando, l’orologio al quarzo non è l’unico modello esistente: c’è la versione a transistor (costituito da un bilancere alimentato elettricamente) e c’è a versione a diapason (fondato sull’oscillazione di un componente in acciaio).

Fin qui le lancette sono state le protagoniste assolute dei quadranti, gli elementi fondamentali mediante i quali orientarsi per la lettura dello scorrere del tempo. Nel 1971 sono costrette a cedere lo scettro – anche se non in modo assoluto - al display a LED, ma si tratta comunque di una convivenza pacifica, nella misura in cui i display LCD coesistono con i tradizionali quadranti con le lancette. A questo punto sul mercato è disponibile una varietà di modelli che raggiungerà livelli di sofisticazione sempre più avanzati nel corso degli anni: ai classici si accostano i tecnologici, quelli in cui ad un primo sguardo non si capisce nulla perché pieni di simboli, quelli privi di lancette, con il display completamente sgombro da riferimenti, ed è evidente che non esistono limiti per la creatività.

Il meccanismo alla base dell’orologio è ormai collaudatissimo e a volte la rilevazione dell’ora sembra diventata un accessorio rispetto alle caratteristiche sempre più avanzate degli apparecchi.

Evoluzione dell’orologio

Dai primi modelli ne è passata di acqua sotto i ponti, e di materiale sulle casse.
Gli orologi iniziali erano sempre decorati, soprattutto nelle versioni da tavolo, realizzate in oro e argento, e ovviamente quelli da torre erano raffinati e intarsiati. Un esempio della maestria con cui erano realizzati è l’orologio di piazza San Marco fabbricato nel 1493 per la famosa piazza veneziana: ad ogni rintocco di ore, i Mori - due statuine azionate con procedura meccanica - oltre a colpire le campane effettuano un inchino alla Madonna. Più di un orologio, un tributo, un simbolo legato alla religiosità, contenuto in un involucro prezioso, con il quadrante largo quasi cinque metri, e completo di indicazioni sulle coordinate astronomiche, fasi lunari in primis.

Gli orologi meccanici cambiano tutto, poiché introducono il quadrante con le lancette e naturalmente la fisionomia dell’oggetto cambia in modo radicale, nella misura in cui basati sul movimento delle lancette, che si presentano di volta in volta singole o ‘in coppia’, e si spostano lungo un arco secondo un movimento circolare.

Questo tipo di modello continua ad esistere nonostante le successive evoluzioni: il quadrante con le lancette parla di lavorazione artigianale, di un prodotto non industriale e legato ai criteri della semplicità, della raffinatezza, della qualità.

Naturalmente i progressi tecnologici hanno stravolto i canoni tradizionali, nel senso che l’orario viene mostrato in forma di cifre e poggia su sofisticati metodi per la visualizzazione digitale:

 

  • Pannelli mobili
    Ci sono in genere due pannelli per le ore e altri due per i minuti (ma il numero dei pannelli è variabile) con l’indicazione delle cifre a partire dallo zero fino al nove. Il motore elettrico alla base dell’ingranaggio regola la caduta sequenziale dei pannelli della decade, per cui la decade dell’unità dei minuti varia appunto ad ogni minuto, mentre quella delle decine appunto ogni dieci minuti. Particolarmente indicato per i tabelloni aeroportuali che riportano lo stato dei voli.
     
  • Display a led a sette segmenti
    Ci sono sette diodi LED che, riproducendo la forma di una barra, formano un otto e, attraverso la loro combinazione, riescono ad indicare tutte le cifre comprese tra lo zero e il nove. I LED hanno spesso un colore diverso e a volte si presentano allineati. Particolarmente utilizzato per gli orologi a quarzo, ma è anche particolarmente dispendioso, perché legato alla corrente elettrica.
     
  • Display LCD
    E’ a cristalli liquidi e recita la parte del leone nel settore degli orologi digitali e a batteria. I suoi pregi sono l’economicità, in quanto il consumo di elettricità è ridotto al minimo, la precisione, l’affidabilità. Spesso è provvisto di uno speciale sistema per la retroilluminazione in modo da renderlo visibile anche nelle ore notturne o comunque al buio, in modo permanente o a richiesta.

Caratteristiche dell'orologio da polso

L’orologio è uno status symbol, indica l’appartenenza sociale e rappresenta per molti un vero e proprio indicatore di eleganza, di tendenza, di moda. Naturalmente il plus valore di un orologio piuttosto che di un altro si misura in base a numerosi elementi, a partire da quelli estetici quali il materiale del display, il tipo di cinturino, la marca. E poi in base alle caratteristiche funzionali, agli accessori, alle proprietà, ad oggi sempre più specifiche.
 

  • Calendario
    sul quadrante è presente un indicatore numerico per indicare data e giorno (e a volte anche l’anno).
     
  • Cronografo
    è nato con una finalità pratica, per i settori militare e medicale, ed è diventato un simbolo. Il cronografo è un elemento essenziale dei modelli migliori, per le prestazioni aggiuntive che consente di ottenere.
     
  • Tachimetro
    presenta intorno al quadrante una scala per la misurazione della velocità media attraverso il computo del tempo e delle distanze pre-misurate. Tipicamente in presenza del tachimetro c’è anche il cronografo.
     
  • Subacqueo
    altra funzione molto richiesta, basata su una specifica misurazione dell’acqua. L’orologio diventa pertanto adatto ad affrontare docce, bagni in mare e in piscina, e immersioni subacquee.
     
  • A ripetizione
    oltre al quadrante, consente di conoscere l’ora mediante un sistema di suoni.
     
  • Con fusi orari
  • è in grado di segnalare l’orario di ogni paese del mondo.
    Indicatore delle fasi lunari: è provvisto di un disco rotante che porta indicazione di tutte le fasi lunari.

Link a siti web delle principali case produttrici di orologi da polso commerciali

SWATCH
www.swatch.com
Il primo modello della storia dell’azienda ne porta il nome: Swatch viene commercializzato nel 1983, è in plastica, sottile, composto da soli 51 elementi. E’ subito successo, perché coniuga qualità e prezzo accessibile. Da questo esordio, la collezione Swatch si è arricchita di numerose versioni, in virtù della diffusione mondiale dei modelli, fruibili da persone di ogni età. Accanto ai modelli il plastica compaiono la versione in metallo, il cronografo sottilissimo, il tipo con le funzioni integrate. Le cifre dell’affermazione di Swatch sono la ricerca di tecnologie sempre più raffinate dal punto di vista del meccanismo interno, della leggerezza dell’orologio, della versatilità. E poi i mille colori dei quadranti e dei cinturini, la varietà di stile, il riferimento ad un pubblico eterogeneo in quanto ad età, sesso e livello sociale.


CRONOTECH
www.cronotech.com
Marchio italiano simbolo di innovazione, propone collezioni uniche per forma, colore, caratteristiche estetiche. Ogni linea poggia sulla solidità di una tecnologia collaudata, realizzata secondo tecniche accurate che assicurano precisione ed efficienza. La personalizzazione è un obiettivo primario, che si tratti di modelli da donna o da uomo, da giorno o da sera, per uso quotidiano o da sera.


TISSOT
www.tissot.ch
Nasce nel 1853 in Svizzera e ben presto si afferma sul mercato internazionale. Al suo attivo la creazione dei primi orologi rivolti ad un pubblico femminile ed il perfezionamento dell’automatismo meccanico. La produzione attuale spazia da modelli per donna impreziositi da pietre come madreperla, rubini, zaffiri, diamanti; modelli per uomo oppure unisex in vetro, acciaio, titanio; modelli al quarzo, subacquei, con barometro, con cronografo. Il tutto uniformato sulle cifre di eleganza e innovazione.


BREIL
www.breil.com/
Breil significa orologi di prestigio, costosi, ineccepibili dal punto di vista sia estetico sia funzionale. Breil simboleggia ricerca del particolare, offerta di prodotti fuori del comune e, per questo, non alla portata di tutti. La scelta di materiali particolari e di combinazioni cromatiche speciali testimonia l’attenzione per l’innovazione e per la continua sperimentazione. Il riferente privilegiato è il pubblico giovanile, al quale propone acciaio ma anche swarovsky e pelle vintage, forme classiche e forme stilizzate, essenzialità mista a dettagli inediti.


SEIKO
www.seiko.it
Se Breil è sinonimo di mondo contemporaneo, Seiko indica alta tecnologia e tradizione, la tradizione di una azienda solida, che opera da decenni nel settore degli orologi da polso. Il motto è ‘Tecnologia e design’ e questi termini parlano chiaro: parlano di scelte che privilegiano l’aspetto meccanico, il funzionamento in senso stretto, e lo impiantano in un involucro parimenti studiato nei minimi termini.
La scelta è ampia, ma tutti i modelli si riferiscono ai parametri della solidità e della tecnica.


SECTOR
www.sectorsportwatches.net
‘Sector. No limits’. Il marchio è di quelli che rimangono in mente, grazie alla campagna pubblicitaria che ha impresso in modo indelebile la linea di orologi nell’immaginario collettivo. Nessun limite per orologi rivolti a uomini e donne moderni, indipendenti, avventurosi, che vogliono un prodotto di qualità e design. La tecnologia è svizzera, la linea italiana, il desiderio di andare oltre il noto sulle strade dell’innovazione appartiene a tutti. Il catalogo è vasto, spazia dai modelli classici ad altri più innovativi, come il Mascalzone Latino e il Dive Master dedicato ai subacquei.
 

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